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La morte di Caterina de’ Medici e le oscure profezie

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Proclamata reggente in attesa che il piccolo Charles IX raggiungesse l’età per regnare, Caterina de’ Medici si dedicò tutta a salvaguardare gli interessi dei suoi figli e a unire un paese dilaniato.
La Francia del XVI secolo era un’enorme polveriera, un regno impantanato da anni nelle sanguinose guerre di religione a cui mancava disperatamente un sovrano che avesse la forza di mantenerlo unito.

Per consolidare il proprio ruolo e quello di suo figlio, Caterina decise di condurre Charles in un lungo viaggio che oggi definiremmo “promozionale” per tutti gli angoli del regno, una sorta di campagna elettorale senza elezioni. Al Paese occorreva unità e Charles IX, per quanto giovane, doveva diventarne il simbolo.

Catherine_de_Medicis
Caterina de Medici, dopo la tragica morte di suo marito, il re di Francia Henri II, portò il lutto fino alla fine dei suoi giorni. Anche questa fu una scelta in parte “promozionale”: Caterina voleva incarnare non solo un’austera Regina Madre, ma soprattutto la vedova del re, la sua ombra, il suo braccio destro nel governo del paese.

(Scopri come Caterina passò dall’essere una regina nell’ombra a centro del potere dopo la tragica morte di suo marito, Henri II, in questo articolo).

In quel periodo imbrattato dal sangue, dove il destino di un uomo poteva cambiare dall’oggi al domani, in cui i complotti spuntavano ovunque e in cui si viveva letteralmente con la morte seduta accanto, era cosa del tutto naturale rivolgersi alle arti occulte per ricevere consiglio.
Come già ho spiegato, Caterina mantenne la tradizione tipica del suo tempo – e non sua esclusiva – di consultare astrologi e indovini.

Astronomo Vermeer
Johannes Vermeer, L’astronomo (1668, Musée du Louvre, photo from Wikipedia).

Si dice che, tra le molte preoccupazioni, Caterina fosse tormentata da una profezia in particolare, attribuita a volte al suo astrologo di fiducia, Cosimo Ruggeri, altre volte al ben noto medico e astrologo Nostradamus che, con l’ausilio di uno specchio magico, le avrebbe mostrato il futuro.
Chi sia l’autore poco importa, quello che scioccò Caterina fu il contenuto della profezia.

La Regina Madre avrebbe visto sfilare, uno dopo l’altro, le immagini dei propri figli. Ognuno di queste avrebbe compiuto, secondo la tradizione, un numero di giri nella stanza pari a quello degli anni di regno a lui destinati. La profezia recitava dunque più o meno così:

Nostradamus e la sua profezia
Nostradamus e la profezia dei re (sempre che sia sua).

Il responso non era certo dei più allegri, se si considera che il passaggio della corona implicava inevitabilmente la morte prematura dei suoi figli. Tuttavia, all’appello ne mancava uno.

«E il più piccolo?», chiese Caterina timorosa, riferendosi al suo ultimogenito, il giovane duca d’Alençon.
Nostradamus scosse la testa e le mostrò invece la faccia impertinente di Henri de Bourbon, re di Navarra, che compì il maggior numero di giri della stanza, ventidue per la precisione.

Henri de Navarre, futuro Henri IV (Enrico IV)
Henri de Bourbon, re di Navarra, passato alla storia come Henri IV: il re che nessuno si aspettava.

Il responso annunciava dunque, senza ombra di dubbio, la fine della dinastia dei Valois e l’inizio di quella dei Bourbon.

«Nostradamus, abbia pazienza deve esserci un errore: di figli Valois ne ho fatti un bel po’. Cosa c’entra quell’ugonotto?», si indignò lei (gli ugonotti erano i francesi di confessione protestante).

Più tardi, Caterina avrebbe fatto sposare sua figlia Marguerite, cattolica, proprio con “quell’ugonotto”. Il re di Navarra, infatti, era uno dei più importanti nobili protestanti e, nel suo tentativo di mantenere la pace nel paese, Caterina aveva organizzato una matrimonio, nella sua speranza, riconciliatorie. Le cose non andarono per il meglio, nel caso ve lo steste chiedendo.
(Leggi delle nozze di sangue più famose della storia di Francia in “La notte di San Bartolomeo: come passare da un assassinio mancato a una strage nazionale).

Tornando alla profezia, purtroppo per Caterina, il messaggio era chiaro: i Valois erano finiti, stop, caput, the end, out! E così fu.

Caterina seppellì prima François, poi Charles IX e vide infine incoronato suo figlio Henri III, il suo prediletto, che però si rivelò un’amara delusione.
Henri III faceva di testa sua e la escludeva dal governo del paese, vanificando buona parte dei suoi tentativi di riconciliare le fazioni religiose.

Caterina de Medici, Charles IX e Henri III (Carlo IX e Enrico III)
Caterina de Medici e i suoi figli re Charles IX al centro (una persona dall’equilibrio psicologico precario, conosciuto per essere stato il mandante, assieme a sua madre, della Strage di san Bartolomeo) e Henri III a destra (io lo chiamo “il Re con l’Orecchino di Perla”; le sue preferenze sessuali erano confuse ma, per quanto sia stato spesso descritto come “effeminato”, non bisogna commettere l’errore di ritenerlo fragile o debole. Era violento e sapeva essere spietato, esattamente come la maggior parte dei suoi contemporanei).

Quando la morte reclamò anche il duca d’Alençon, l’ultimogenito di Caterina che sarebbe dovuto succedere a Henri III nel caso questi fosse venuto a mancare, un brivido freddo dovette percorrere la schiena della Regina Madre. Henri III non aveva eredi: il rischio dell’estinzione della linea di sangue reale dei Valois era diventato… più che reale!

Caterina a circa 70 anni, era stanca, malata ed afflitta dalle preoccupazioni, dal senso di colpa e dalle frustrazioni.
Formulando un approssimativo sommario della sua esistenza si possono annoverare:

  • 8 guerre di religione
  • una non quantificabile collezione di massacri più o meno estesi
  • un paio di cospirazioni ai danni dei suoi figli orditi… dai suoi stessi figli!

Eppure la Regina Madre temeva di abbandonare il campo.
Si dice che, avendo interpellato gli astrologi circa la propria morte, le fosse stato consigliato di “tenersi alla larga da Saint-Germain”. La regina aveva pensato ci si riferisse a un paese non lontano da Parigi o, tutt’al più, a una delle chiese dedicate a Saint-Germain entro le mura di Parigi (una si trova proprio ad est del Louvre, la sede della corte). E invece…

Gli ultimi impietosi colpi le giunsero da suo figlio Henri III, il quale aveva designato come suo successore proprio “quell’ugonotto” di Henri de Bourbon, senza averle domandato prima nemmeno l’ombra di un parere.
Dulcis in fundo: Henri fece assassinare a tradimento nei propri appartamenti del castello di Blois il duca de Guise, capo della fazione cattolica, mandando all’aria il delicato lavoro diplomatico pluridecennale di Caterina. 

Assassinio duca de Guise
Paul Delaroche, L’assassinio del duca de Guise la notte tra il 23 e il 24 dicembre 1588 (1834, castello di Blois).

Era il 23 dicembre 1588 e Caterina agonizzante si trovava a letto quella notte, esattamente nella stanza sottostante il luogo del crimine. Un bel Natale, non c’è che dire.
La Regina Madre, che dal tramestio e dalle grida aveva compreso immediatamente cosa si stava svolgendo al di sopra della sua camera da letto, lasciò andare un gran sospiro. Non sarebbe arrivata all’Epifania: si spense il 5 gennaio 1589, carica di amarezza.

Castello di Blois
Lo splendido castello di Blois, nella Loira, dove il duca de Guise e Caterina de’Medici trovarono la morte.

La leggenda narra che, sentendo la morte vicina, Caterina avesse fatto chiamare un prete per confessarsi. Fu così che venne introdotto al suo capezzale un giovane prete di nome… Saint-Germain!

Terminò così la vita di Caterina de’Medici, una delle regine di Francia più fraintese dalla posterità che ha meritato di recente una rilettura completa da parte della storiografia moderna, la quale le ha restituito lo spessore che merita, liberandola finalmente dall’appiattimento che la sua leggenda nera le aveva conferito.