Manteau_de_Zibeline

Cos’è l’eleganza?

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Il Cappellaio Matto sollevò il dito mignolo dall’impugnatura della tazzina da tè e assunse un’aria di importanza. Dopo qualche istante di silenzio e di attesa, mi sorprese con una richiesta apparentemente semplice: “Definisci l’eleganza

Dopo aver abortito diversi tentativi di risposta, tutti poco soddisfacenti, mi trovai costretta ad arrendermi. Solo allora il Cappellaio lasciò scivolare il mio naso la vecchia copia di una rivista datata 1912, intitolata Journal des dames et des modes.

‘Ma guarda cosa è andato a scovare!’, pensai ma dalla mia bocca uscì solo un tremante “Wow!”.

La rivista riprendeva il nome di una più antica fondata nel 1797 e scomparsa 40 anni dopo. Nel 1912 tale Tommaso Antognini (1877-1967) decise di tornare a stamparla. Un nome decisamente poco francese, e infatti il signor Antognini era non solo italiano, ma anche il segretario di Gabriele D’Annunzio!

Le Journal des dames et des modes era una vera chicca artistica, ricca di illustrazioni che riportavano le ultime creazioni dei grandi stilisti dell’epoca.

Manteau_de_Zibeline
Cappotto in zibellino con collo e polsi di volpe bianca disegnato da George Barbier, uno dei miei illustratori preferiti (Journal des dames et des modes )

Il Cappellaio Matto, vedendo che ero stata distratta dalle illustrazioni (come mio solito), riportò la mia attenzione su alcune righe di un articolo che proponevano una risposta interessante al suo quesito iniziale:

“L’eleganza risiede nella perfetta armonia di pensieri, parole, atti, gesti, atteggiamenti e abito. È attraverso l’abito che l’eleganza si esprime più velocemente. La persona elegante non dovrebbe indossare nulla di cospicuo o estremo. Essa si astenga da colori troppo crudi, abiti dal taglio eccentrico, profumi troppo intensi, gioielli troppo ricchi, gesti eccessivi, esplosioni vocali e parole troppo forti. La persona elegante è colui o colei che si fa notare attraverso la discrezione”.

Si può essere d’accordo o meno con queste righe, ricordando che rimangono figlie degli anni in cui sono state scritte. E così colsi la provocazione del mio amico: come non trovare divertenti i tentativi di dare una definizione a qualcosa come lo stile e l’eleganza, due termini che hanno la precarietà e il cambiamento perpetuo insiti nella propria natura?

A questa mia osservazione il Brucaliffo annuisce e mi fornisce una conferma di ciò che penso: il Journal des dames et des modes, nell’anno della sua fondazione originaria (1797) infatti, sosteneva tutt’altro. Erano gli anni del Direttorio che seguiva lo spaventoso periodo del Terrore, percui il bisogno di tornare a un clima di festa era più che urgente: ed ecco che si ricorreva all’ostentazione, all’esagerazione, alla provocazione, all’audacia, agli eccessi e ai profumi asfissianti. In quegli anni gli “eleganti” erano conosciuti sotto i nomi di “Incredibili” o “Meravigliose”, a seconda che fossero signori o signore, certo nomi tutt’altro che discreti!

Coppia incroyable
Un Incroyable con la sua Merveilleuse: lui sembra non aver deciso il taglio della giacca, lei pare essersi messa addosso il suo intero armadio, più quello della vicina.
1802 Incroyables
Un trio di Incroyables: il taglio di ogni indumento, cappello compreso, seguiva il capriccio del momento.

Per saperne di più sulle follie estetiche di Incredibili e Meravigliose leggi:

Madame La Mode sconfigge il Terrore: “incHEdibilmente mEAvigliosa”!