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I fantasmi del Louvre tra re, imperatori e rivoluzioni

Con l’aiuto del Cappellaio Matto, sto compiendo un’impresa non semplice: ripercorrere a una velocità incredibile la travagliata storia del Louvre, il palazzo che ospitò la corte di Francia prima che la reggia di Versailles gli rubasse la scena. Per ora, partendo dalla fondazione della piccola fortezza iniziale (eravamo nel 1200), abbiamo attraversato cinque secoli, tra mura medievali, progetti rinascimentali, demolizioni, ricostruzioni, fino al secolo più ingrato per questo augusto palazzo, ovvero il 1700.

Louvre

Durante il XVIII secolo, il Louvre venne trascurato dai re che si succedettero come una vecchia e scomoda amante, apparendo più triste nei giorni di pioggia, visto che non aveva nemmeno un tetto a proteggerla!

Louvre Re Sole
La pianta del Louvre era rimasta praticamente inalterata dal tempo in cui il Re Sole (Louis XIV) trasferì la corte a Versailles. In rosso le parti che Louis XIV stesso fece erigere, tra cui la celebre facciata di Claude Perrault (vedi articolo precedente).

Grazie all’abilità del Cappellaio, tra un biscotto e una tazza di tè, vedo scorrere davanti a me i “cent’anni di solitudine” del Louvre, fino a raggiungere il fatidico ottobre del 1789. Dopo anni di abbandono, ecco che il re di Francia rioccupava le sue sale, ma non più con lo splendore di un tempo: era stata una folla di parigini sfiniti dalla miseria a costringere Louis XVI ad abbandonare Versailles assieme alla sua famiglia e a far ritorno, con quel che restava della corte, a Parigi. La marcia inesorabile della Rivoluzione francese era iniziata.

MarieAntoinetteTuileries
Questo Secrétaire a cilindro, conservato al Musée du Louvre, venne realizzato dall’ebanista Riesener, il favorito della regina Marie-Antoinette, nel 1784. Tale capolavoro faceva parte del mobilio commissionato dalla sovrana per il suo piccolo appartamento al palazzo delle Tuileries (situato ad ovest dell’attuale Louvre, vedi mappa più in alto), allestito per consentirle di riposare dopo le amate serate all’Opera, in attesa di far ritorno a Versailles. Quando la regina varcò la soglia del palazzo nell’ottobre 1789, questo mobile era lì ad attenderla, testimone silenzioso dei suoi giorni più felici, come di quelli più funesti.

Gli appartamenti in cui la famiglia reale risiedette per quasi tre anni si trovavano nello scomparso palazzo delle Tuileries, di cui conosciamo già l’origine (vedi articolo precedente).

OrologioLouisXVI
Questo orologio da mensola (1772, Getty Museum), recante le allegorie dell’Astronomia (a destra) e della Geografia (a sinistra), si trovava nella sala del palazzo delle Tuileries in cui Louis XVI riuniva il suo consiglio, durante i tesissimi anni della Rivoluzione (Étienne-Augustin Le Roy & Étienne Martincourt).

Un nuovo giro di cucchiaio e la storia fa un altro salto: il 10 agosto 1792, il palazzo delle Tuileries conobbe uno dei momenti più sanguinari della sua storia. La famiglia reale fuggì per un soffio alla folla reclamante l’istituzione della Repubblica, salvandosi grazie al sacrificio di 600 guardie svizzere e di altri 200 nobili a loro fedeli. Quel giorno venne di fatto decisa la fine della monarchia francese.

10agosto1792
Luigi Schiavonetti, da un’opera di Charles Benazech, La famiglia reale lascia il palazzo delle Tuileries presa dai rivoluzionari il 10 agosto 1792. Al centro si riconosce la regina, abbracciata ai suoi figli, che tiene per mano il re Louis XVI; alla destra del sovrano, sua sorella, Madame Élisabeth, si sostiene al suo braccio (Collezioni d’arte di Versailles, photo by https://art.rmngp.fr).

Ma ecco un’altra zolletta di zucchero e siamo all’inizio del XIX secolo: la Monarchia era finita, la Repubblica instaurata e presto abolita per far sorgere un impero, quello di Napoleone Bonaparte, che riaprì nuovamente il cantiere.

Napoleone
Napoleone Bonaparte, Imperatore dei Francesi (1804-1814).
Louvre Napoleon
In nero la pianta del Louvre rimasta inalterata dal XVII secolo; in blu le aggiunte volute da Napoleone: una galleria incompiuta a nord parallela alla nuova strada da poco realizzata – rue de Rivoli – e la chiusura della corte del palazzo delle Tuileries, il cui accesso divenne l’Arc du Carrousel (1806-1808), costruito per celebrare le vittorie dell’imperatore. Una cappella venne iniziata a est della Corte Napoléon (sempre in blu sulla destra nella pianta).

Visto che Napoleone era avanti sui tempi ed era consapevole dell’importanza di possedere un proprio brand, affidò ai suoi fidi architetti, Percier e Fontaine, la realizzazione non solo del Louvre, ma anche dei progetti di quasi tutte le sue commissioni più importanti come, ad esempio, la bella Malmaison, la residenza imperiale fuori Parigi. Tutte queste realizzazioni erano marcate da uno stile unico e inconfondibile per chiunque, lo stile Impero!

Arc du Carrousel
L’Arc du Carrousel, l’entrata al palazzo delle Tuileries che sorgeva sul retro.

Si sa, Napoleone amava “collezionare” tesori durante le sue campagne militari, ed ecco perchè i quattro cavalli di bronzo della quadriga in cima all’Arc du Carrousel, il nuovo accesso al palazzo delle Tuileries, erano originariamente quelli della basilica di San Marco a Venezia. Con la caduta di Napoleone, le quattro bestiole galopparono a casa e una nuova quadriga rappresentante la Pace – e non più l’imperatore – li sostituì sull’arco.

Il Louvre iniziava finalmente ad assumere le fattezze del grande museo che sarebbe diventato (le porte si erano aperte al pubblico già dal 1793), mentre il palazzo delle Tuileries rimase il centro del potere e la sede del governo. Nel frattempo la Cour Carrée ad est ottenne finalmente un tetto e una decorazione omogenea completa.

Padiglione centrale della colonnata Louvre
L’entrata orientale del Louvre con il frontone triangolare aggiunto in epoca napoleonica.
Frontone colonnade Louvre
Attenzione: il busto in cima al bassorilievo del frontone assunse l’aspetto di Louis XIV solo dopo la caduta di Napoleone. Prima di allora, erano i tratti dell’imperatore a vegliare sull’ingresso. Anche una parrucca può far politica!

Un progetto ambizioso (il cosiddetto Grand Dessin) prevedeva di erigere una nuova galleria a nord per unire il palazzo delle Tuileries al Louvre (vedi pianta più in alto). Molto promettente, ma quel famoso contrattempo a Waterloo ne arrestò bruscamente la realizzazione.

Un’ultima tazza di tè? Certamente! Ed eccoci giunti all’anno 1857.  Con un bel colpo di scena – ma anche e soprattutto di Stato – il nuovo imperatore Napoleone III riuscì a portare finalmente a compimento il Grand Dessin (‘Grande Disegno’), che consisteva nel riunire in un’unica struttura il Louvre e il palazzo delle Tuileries. L’impresa richiese appena… cinque anni!

Napoleone III
Napoleone III che con un colpo di Stato si proclamò Imperatore dei Francesi e poi terminò il “Grand Dessin”. Rimase in carica dal 1852 al 1870.
Louvre 1857
Il Gran Dessin è terminato! Un’unica continua serie di gallerie e appartamenti univa l’ala est del Louvre – la Cour Carrée, la “corte quadrata” dove era sorta la fortezza medievale (vedi articolo precedente) – a quella occidentale, rappresentata dalle Tuileries in primo piano. La famiglia imperiale risiedeva proprio alle Tuileries, mentre il resto del palazzo ospitava vari Ministeri, uffici e le sale del museo che tutti conosciamo.

(Per sognare un po’ respirando l’atmosfera scintillante delle feste che Napoleone III teneva alle Tuileries leggi:Il servizio per cene da fiaba di Napoleone III salvato dalle ceneri.“)

Louvre 1857 pianta
La pianta del Louvre durante il Secondo Impero di Napoleone III. In rosso le parti modificate per volere dell’imperatore: la parte occidentale della Grande Galerie, costruita sotto Henri IV lungo la Senna (in basso nella pianta), venne ricostruita perchè era pericolante. Vennero aggiunte quattro corti chiuse ai lati della Cour Napoléon – la piazza che oggi ospita la piramide di vetro. Evidentemente Sua Altezza imperiale aveva importanti esigenze di spazi, ma è altresì vero che anche il museo ebbe a disposizione nuove ed ampie gallerie.

Per riuscire a unire i due palazzi, venne demolito, solamente in un giorno, il quartiere che vi sorgeva in mezzo (tra l’Arc du Carrousel e la piramide di vetro, per intenderci). L’impresa portava la firma del prefetto del Dipartimento della Senna e uomo di fiducia di Napoleone III, il barone Haussmann, un vero esperto in materia di demolizioni. In effetti, il barone fece radere al suolo praticamente mezza Parigi onde trasformarla in una città più moderna, facendo sfrattare nel contempo – senza troppi complimenti – i poveracci che disgraziatamente avevano la casa nel posto sbagliato. È altresì vero che fu lui a conferire a Parigi lo stile architettonico che oggi la contraddistingue.

Il barone Haussmann
Il barone Haussmann.

Purtroppo, non si fece in tempo a festeggiare il completamento del Gran Dessin che la sorte ci mise di mezzo la sua consueta ironia. Dopo solo 15 anni, l’imperatore era prigioniero dei prussiani e il palazzo delle Tuileries veniva dato alle fiamme dai parigini in ribellione, profondamente infastiditi da tutti i simboli di potere – siamo negli anni della famosa della Comune. Nel 1882, per togliere tutti dall’imbarazzo di dover decidere come porre rimedio allo scempio, la carcassa fumée delle Tuileries venne demolita.

Louvre oggi
La pianta del Louvre oggi, senza il palazzo delle Tuileries. L’ala affacciata su rue de Rivoli venne ricostruita dopo l’incendio, ma mai ultimata (vedi foto seguente).
Ala nord-ovest ricostruita
L’Ala nord-ovest del Louvre (vista dalla Cour Napoléon) fu ricostruita nel 1874 dopo l’incendio del palazzo delle Tuileries. La struttura avrebbe dovuto continuare fino ad allinearsi al resto, allargando nel contempo la galleria costruita ai tempi di Napoleone I. Come è facile intuire dalla fotografia, il progetto restò incompiuto.
Tuileiries fantasma
La sagoma fantasma del Palazzo delle Tuileries visto dall’Arc du Carrousel che costituiva l’accesso alla cancellata.

Il Louvre custodisce le meraviglie dell’arte del mondo, ma è vero anche che le sue mura non sono meno edotte di Storia e mi è parso corretto concedergli la parola per una volta. Ringrazio il Cappellaio Matto per l’aiuto e spero che possiate visitare il Musée du Louvre con occhi nuovi la prossima volta.

(Vi lascio con il fantastico video, visibile sotto l’ala Sully del museo, che riassume le avventure appena narrate).