IlEstLibreLequeu

Il lato oscuro di Lequeu, in mostra al Petit Palais

il

Fino al 31 marzo 2019, una mostra davvero singolare rimarrà ad attendere i più curiosi al Petit Palais.

Ho esitato a lungo prima di decidermi a scrivere le mie impressioni su Jean Jacques Lequeu (1757-1826). Questa esposizione, la prima a lui dedicata dai tempi della sua scomparsa, mi ha sorpreso, affascinato e anche – non lo nascondo – turbato. A differenza di Khnopff, della cui esposizione – sempre al Petit Palais – ho parlato in questo articolo, Lequeu conserva un lato oscuro difficile da afferrare.

LequeuAutoritratto
Autoritratto (1786).

Lequeu aveva un sogno: diventare un architetto. Studiò molto, lavorò instancabilmente, eppure non giunse mai a veder realizzate le sue ambizioni. La sua lunga vita attraversa la fine dell’Ancien Régime, la Rivoluzione francese e poi Napoleone, infine la Restaurazione. Lequeu ha visto issare bandiere nuove sul fumo e sul sangue e poi le ha viste gettate nel fango per issarne di nuove ancora. Tutto cambiava intorno a lui – e Jean Jacques non lesinò i cambi di partito a seconda delle convenienze come molti altri a quel tempo – solo una cosa rimaneva ferma, costante: il disegno.

LequeuSmorfie
Le straordinarie smorfie di Lequeu riprendono da un lato la moda diffusasi dalla seconda metà del XVIII del ritratto, dall’altro la viva impressione che i primi studi anatomici promossi dall’Illuminismo avevano suscitato.

Sei mesi prima di spegnersi, Lequeu fece dono alla Bibliothèque nationale di centinaia di disegni, il lavoro di una vita intera, una delle raccolte più insolite del suo tempo. Progetti architettonici, idee, sogni, fantasie, ritratti… la mano di Lequeu aveva esplorato ossessivamente le possibilità del disegno, alla ricerca tormentata di qualcosa che ancora adesso, dopo aver visto la mostra in lungo e in largo, non riesco a cogliere a pieno.

LequeuSerrature
La precisione di Lequeu giungeva fino a definire ogni dettaglio tecnico dei suoi progetti architettonici, come dimostrano queste serrature dell’Hotel de Montholon (1785).
ProgettoTeatro_Lequeu
Progetto di teatro reale (1814); benché non si conosca la ragione o il contesto di questo progetto, le scelte di Lequeu si distinguono per l’affollamento della decorazione, uno spiccato horror vacui di cui aveva il pieno controllo, fino all’ultimo dettaglio.
FrammentiDiArchitettura_Lequeu
Frammenti d’architettura; nel dettaglio del monumento funerario a sinistra, Lequeu dimostra di saper padroneggiare pienamente l’effetto d’ombra, com’era in uso al suo tempo.

L’opera più notevole di Lequeu è la raccolta grafica che ha intitolato “Architettura civile”, un insieme eterogeneo di disegni ai limiti dell’inspiegabile. Trovandosi spesso senza commissioni, né cantieri, la mano instancabile di Lequeu ha continuato imperterrita a tracciare sulla carta progetti di templi, teatri, magioni e giardini spesso irrealizzabili. “Architettura civile” viene identificato dagli esperti più come un «giornale intimo», una ricerca tecnico-filosofica personale in cui la capacità dell’artista di assemblare simboli massonici, mitologia, geometria e fantasia si è potuta esprimere senza limiti, se non quelli imposti da lui medesimo.

ArchitetturaLequeu
La Latteria; in questo immaginario tempio del latte da erigersi nel giardino di un vero eccentrico, la vacca è la dea suprema e non può mancare nella decorazione.
ArchitetturaLequeu2
Ed ecco l’interno della latteria. L’estro di certo non manca…
ArchitetturaLequeu3
La sala da pranzo della casa gotica e il salone della casa cinese; la bizzarria decorativa che propone Lequeu non era affatto fuori moda: il Medioevo era in rilancio (il Romanticismo, che lo esalterà, muoveva proprio allora i primi passi), così come l’esotismo.

Nonostante i cambi di bandiera a cui molti artisti del suo tempo erano dediti e a cui Lequeu stesso si piegò — non mi permetto di giudicare, i tempi erano a dir poco spaventosi! — il nostro disegnatore rimase sempre nell’ombra.

GattoLequeu
Il gatto, creatura indipendente e insofferente alle regole, sotto la Rivoluzione era diventato emblema della Dea Libertà. Nelle saltuarie commissioni che Lequeu riuscì a ottenere in quel periodo, la sua attenzione ossessiva per la simbologia della decorazione non poteva fargli trascurare un personaggio simile che pure, così rappresentato in solitaria alla maniera dei ritratti, risulta enigmatico ed insolito (1804).

Se con “Architettura civile” credevo che Lequeu mi avesse sorpreso a sufficienza, ciò era perchè non mi ero ancora trovata davanti ai suoi “corpi”. Mi fu allora chiaro che la sua misteriosa ricerca non si limitava allo studio degli ambienti reali e irreali, ma prendeva sotto attenta osservazione anche il corpo umano, reinterpretandolo in chiave totalmente personale, infondendogli la solidità del marmo, ma anche un erotismo che in alcune opere arriva ad essere diretto, sfacciato.

IlEstLibreLequeu
“Il est Libre”, (‘È libero’, 1798-1799); Da una nicchia oscura poggiante su tristi mascheroni, fuoriesce una donna nuda che pare aver liberato una Menura (uccello-lira), un uccello della famiglia dei passeri noto per la sua capacità di imitare il canto di altri uccelli. Non che questo spieghi meglio il senso di questa “”reverie””di Lequeu…
JePrometsLequeu
“Je promets”, (‘Prometto’, 1797-1798); le considerazioni possibili si sprecano davanti all’espressione civettuola di questa donna che con un gesto della mano riprende il misterioso simbolo in cima alla nicchia. Cosa promette la donzella che la critica ha associato a una prostituta? Lequeu viveva vicino al passage du Grand-Cerf, conosciuto per essere una zona dedita alla galanteria a pagamento. Forse Lequeu immaginava una nuova insegna per il passage (‘galleria coperta’)?
SuoreLequeu
“Et nous aussi nous serons mères; car…”, (‘E noi, anche noi, saremo madri; perché…’, 1793-1794); con un chiaro riferimento alla soppressione degli ordini monastici (1790), Lequeu osa ribaltare la classica rappresentazione della Vergine che allatta il Bambino in una scena erotica, in cui la veste da cui la monaca si sta liberando assume la chiara forma di un fallo. Corpi, erotismo ed enigmi, a questo Lequeu si dedicava quando non gli era consentito lavorare come architetto.

Lascio a chi vorrà esplorare questa mostra singolare l’opportunità di ricevere tutte le possibili impressioni del caso. Lequeu ipnotizza, affascina, provoca, turba… cos’altro?

Buona visita!