Servizio Christophle 2

Il servizio per cene da fiaba di Napoleone III salvato dalle ceneri

Nell’anno 1851, il nuovo imperatore Napoléon III, fresco fresco di colpo di Stato, rioccupava le sale del palazzo delle Tuileries che, dai tempi della Rivoluzione francese (1789), era stato eletto a sede ufficiale del governo.

Tuileries_vers_1860
Il palazzo delle Tuileries verso il 1860. Oggi restano solo i giardini, di fronte al museo del Louvre, e l’ingresso alla corte d’onore, l’Arc du Carrousel (photo by Wikipedia).

Sua Altezza dovette constatare che lo stato in cui versava la reggia non era dei migliori, considerate le diverse sommosse popolari che l’avevano invaso e saccheggiato nel corso degli anni. Deciso a riportare le Tuileries all’antico splendore e a stupire i suoi ospiti abbagliandoli con il lusso, Napoleone III si mise subito all’opera.

Tanto per cominciare, la tavola! Una cena imperiale esigeva un certo apparato decorativo, ma a palazzo non era rimasto molto anzi, diciamo pure quasi nulla. Inaccettabile! Si sa, i servizi d’onore in argento massiccio non sono economici e il preventivo che venne presentato all’imperatore per poco non gli provocò un mancamento.

Alexandre Cabanel, Napoleone III
L’imperatore Napoléon III (1808-1873, qui ritratto da Alexandre Cabanel nel 1865).

Si fece allora avanti un gioielliere, Charles Christofle, che aveva da poco acquistato il brevetto per la doratura e l’argentatura per elettrolisi. Christofle proponeva una soluzione interessante: un servizio solamente argentato, dunque più economico, che provasse inoltre la sensibilità dell’imperatore per le nuove scoperte scientifiche. La vanità di Napoleone III non poteva resistere a una simile lusinga, specialmente quando corredata, una volta tanto, da una spesa ragionevole.

Charles Christophle
Charles Christofle (1805-1863), gioielliere fondatore della maison che porta il suo nome.
Festa alle Tuileries
Festa al palazzo delle Tuileries (1867), Pierre Tetar van Elven, musée Carnavalet. In primo piano si notano imperatore e imperatrice che si pavoneggiano soddisfatti della festa da loro offerta ai sovrani stranieri in occasione dell’Esposizione Universale.

I 4000 pezzi del servizio d’onore di Napoleone III furono una delle meraviglie esposte all’Esposizione universale del 1855 e da allora la maison Christofle ricevette molti altri incarichi prestigiosi, tra cui la doratura dei gruppi scultorei dell’Opera Garnier (quelli che scintillano d’oro sulla sommità) o quello di rifornire d’argenteria nuova i salotti delle famiglie più potenti e ricche di Francia.

Servizio Christophle
Servizio d’onore realizzato da Christofle per una tavola di 30 m di lunghezza e 100 coperti, e tutto senza lavastoviglie!
Servizio Christophle 2
La figura centrale rappresenta la Francia che distribuisce corone di gloria, fulgido esempio della “modestia” dell’imperatore (scultori Georges Diébolt e Pierre-Louis Rouillard).

Christofle dettagli

(Cerca uno dei servizi di Christofle sbirciando nel salotto della principessa Mathilde Bonaparte, cugina dell’imperatore).

Il negozio di Christofle, che oggi è possibile vedere sulla prestigiosa rue Royale, è ancora quello che venne aperto nel 1897 , ma il blasone sul muro vanta origini più antiche (vedi immagine più in basso).

Christofle

Blasone Christofle
Il blasone ricorda la fondazione (anno 1830) e che la maison era il fornitore ufficiale del re Louis-Philippe d’Orléans, predecessore di Napoleone III (Monarchia di Luglio 1830-1848).

Nel maggio 1871 la situazione a Parigi era però molto cambiata: la Francia era in guerra contro la Prussia, Napoleone III era prigioniero dei nemici, l’impero non esisteva più e gli abitanti della capitale erano reduci da un assedio estenuante che si era trascinato per i mesi interminabili di un inverno rigidissimo.

Nelle memorie dello scrittore Victor Hugo, alla data del 30 dicembre 1870, si legge:

Hier, j’ai mangé du rat 

(Ieri ho mangiato topi)

… e a un certo punto di topi a Parigi non se ne trovavano più.

Quando i parigini ricevettero la notizia che il nuovo governo provvisorio di Adolphe Thiers, che operava da Versailles, si era arreso ai Prussiani a delle condizioni umilianti, la reazione fu violentissima. Ma come? Noi facciamo la fame per resistere al nemico e voi ci fate la pace? Giammai!

Parigi si  sollevò, rinnegò il nuovo governo e costituì la famosa Comune nel marzo 1871. Non potendo permettere simili colpi di testa, Thiers promise ai Prussiani di punire la capitale parlando di “espiazione completa”. In attesa dell’arrivo dei soldati (francesi come loro!), i comunardi in preda al panico appiccarono il fuoco a tutti i simboli di potere della città che riuscirono a raggiungere. Il palazzo delle Tuileries era il primo della lista.

Mentre il fuoco divorava il palazzo, giunsero i soldati.

LaComune
Maximilien Luce , Una strada di Parigi nel maggio 1871, (1903-1905, Musée d’Orsay).

Dal 21 al 28 maggio, per le strade di Parigi, vennero sterminate dalle 20 alle 30 000 persone senza alcuna distinzione di sesso o di età, in quella che sarebbe stata ricordata tristemente come la “Semaine sanglante” (‘Settimana di sangue’).

Tornata la calma, ciò che fu possibile salvare del servizio di Napoleone III venne estratto dalle ceneri del palazzo delle Tuileries dal vice-presidente della maison Christofle e donato al MAD (museo delle Arti Decorative di Parigi) dove oggi è esposto tra altri tesori della stessa epoca. L’opacità e le crepe che oggi sostituiscono lo scintillio dell’argento sono oggi il tragico simbolo dell’illusione di un epoca abbagliata dal suo stesso splendore, un’opulenza d’apparato costruita sulla miseria che venne infine offuscata dalla brutale realtà della guerra.

Candelabro Christophle
Candelabro rappresentante le Arti.
Candelabro Christophle 2
Le superfici opache e ruvide mostrano i segni dell’incendio del 1871 che distrusse il palazzo delle Tuileries ai tempi della Comune di Parigi.
Servizio Christophle danneggiato
Un altro dettaglio danneggiato.