La meravigliosa leggenda del Cabaret du Chat Noir. Atto secondo: il giornale, il cantante e il secondo cabaret

Il primo numero della rivista ufficiale del Cabaret du Chat Noir uscì il 14 gennaio 1882, finanziato e ideato dai frequentatori del cabaret stesso.

(Per conoscere l’origine di questo folle pozzo di creatività leggi l’articolo precedente sulla fondazione del cabaretLa meravigliosa leggenda del Cabaret du Chat Noir. Atto primo: letteratura annaffiata di vino“.

Giornale Chat Noir
Dettaglio della mia preziosa copia del numero dello Chat Noir del 12 dicembre 1885, con tanto di gatto e mulini di Montmartre!

La rivista venne pubblicata in 1000 esemplari a cui contribuirono i migliori scrittori, canzonieri e umoristi del tempo, senza contare gli illustratori quali Willette, Steinlen, Caran d’Ache, e tutti clienti dello Chat Noir!
Tra i contributori della rivista che preferisco c’era Alphonse Allais, uno dei più esilaranti scrittori dell’epoca d’oro della satira giornalistica. Per farsi un’idea del personaggio occorre aggiungere che Allais era uno dei personaggi di spicco del tanto deragliato quanto adorabile Club des Incohérents (Club degli Incoerenti), un club esclusivo composto da scrittori e artisti aventi in comune il fatto di volersi fare una risata sempre e comunque. Ad esempio la prima manifestazione pubblica del club si intitolava:

“Esposizione di disegni eseguiti da geni che non sanno disegnare”

Un’altra:

“Versi redatti dai pittori e pitture realizzate dagli scrittori”.

Insomma Allais era il capo redattore perfetto per una rivista irriverente come quella del cabaret du Chat Noir e lo divenne dal 1886.

Allais e citazione
Alphonse Allais e una sua citazione.
Vignetta di Allais
Allais creò alcune simpatiche “monocromie”. Eccone una intitolata “Raccolta di pomodori da parte di cardinali apoplettici sulle rive del Mar Rosso”…

Rodolphe Salis, padrone e fondatore del cabaret, era talmente tirchio che avrebbe potuto ricevere la sincera ammirazione dell’Avaro di Molière, se questi fosse stato disponibile a concederne.

Salis tendeva a pagare gli artisti che si esibivano nel suo locale solo in bevute. In effetti riteneva che, a fronte del grande successo del suo cabaret, dovessero essere gli artisti a pagare lui!

Non gli riuscì il gioco con Aristide Bruant, il cantante più popolare del tempo che aveva fatto proprio allo Chat Noir il proprio esordio e che si mise ben presto in proprio.

Aristide Bruant e locandina
Aristide Bruant e una delle sue locandine, direttamente dalla mano di Henri de Toulouse-Lautrec.

Aristide Bruant cantava dei poveri, degli emarginati e dello squallore della società borghese “per bene” del tempo la quale, stranamente, ricambiava i suoi insulti con applausi e ovazioni. Mah.

Quando Rodolphe Salis fu costretto a spostare il suo cabaret in uno spazio più ampio (doveva mandare a casa dei clienti perché era sempre al completo!), Bruant acquistò il vecchio Chat Noir e si mise in proprio aprendo il suo primo fortunatissimo locale: il Mirliton.

“Per otto anni, ho trascorso le mie notti tra fumo e bicchieri! Ho urlato le mie canzoni davanti a un mucchio di idioti che non ci capivano niente e che venivano, per noia o per snobismo, a farsi insultare al Mirliton… Li ho trattati come non si trattano nemmeno i delinquenti… Loro mi hanno arricchito, io li disprezzo: siamo pari.”
Aristide Bruant
Mirliton
Una vecchia foto del locale dell’84, boulevard de Rochechouart, ex-cabaret du Chat Noir. In questa foto è già diventato il Cabaret di Aristide Bruant.

Le locandine degli spettacoli di Aristide Bruant erano opera del suo grafico prediletto, Henri de Toulouse Lautrec (e come biasimarlo?!), e lo ritraevano sempre nella famosa tenuta di scena che Bruant non cambiava mai (spero la lavasse di quando in quando): abito in velluto a coste, stivaloni neri, sciarpa rossa, mantello nero, cappello di feltro a falde larghe.

Aristide Bruant

Nel frattempo per il Cabaret du Chat Noir iniziava una nuova era al nuovo indirizzo di 12, rue de Laval (oggi rue Victor-Massé).

Secondo Chat Noir
M. Balda, Le Cabaret du Chat Noir, interno ed esterno del secondo Chat Noir (1890, Musée de Montmartre, colletion Le Vieux Montmartre)

Il glorioso passato di questa palazzina è oggi ridotto a una timida targa che recita:

“Passante, fermati. Questo edificio venne consacrato ai divertimenti e alla gioia da Rodolphe Salis. Qui alloggiò il famoso Cabaret du Chat Noir 1885-1896”

L’aspetto dell’edificio oggi è di una tristezza insopportabile a fronte dell’allegro passato che ha da raccontare…

Palazzina Chat Noir
La palazzina del secondo Cabaret du Chat Noir oggi.

… ma non mi chiamerei Alice se non avessi un po’ di immaginazione:

Chat Noir immaginato
Con un po’di immaginazione…

La nuova sede aprì i battenti l’anno 1885 con una cerimonia ufficiale di inaugurazione: con una solenne processione la tela del Parce Domine di Wilette venne portata dall’antico indirizzo al nuovo.

Parce Domine Willette
Parce Domine, Parce Populo Tuo (Perdona, signore, perdona il popolo tuo) di Adolphe Willette, immensa tela dipinta per lo Chat Noir rappresentante la gioventù (incarnata da Pierrot) afflitta e spinta all’autodistruzione dai vizi di Parigi (1884; photo by Wikipedia).

Naturalmente anche il nuovo Chat Noir si pregiò delle firme di alcune delle maggiori figure di spicco del panorama artistico del tempo. Eppure l’eccezionale clientela del cabaret non poteva limitarsi solo a bere, discutere, teorizzare, cantare, decorare il locale e fondare giornali; metti nella stessa stanza artisti, scrittori, compositori e vino e avrai tutti gli ingredienti per una nuova esplosione di creatività: stava per vedere la luce il leggendario teatro delle ombre del Cabaret du Chat Noir.

(Leggi l’incredibile vicenda di questa creazione nell’ “Atto terzo: il teatro delle ombre e il tramonto“).