Fumetto Olympe de Gouges

Olympe de Gouges: le donne che pensano sono pericolose

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Marie Gouze (1748-1793) visse con grande intensità i suoi 45 anni: respirò a pieni polmoni le promesse dell’Illuminismo, scrisse fiumi ribollenti di parole per esse, aprì la strada al diritto di voto esteso alle donne e poi salutò i sui sogni dall’alto del patibolo. Se non fosse per un recente fumetto, oggi anche in Francia sarebbe poco conosciuta, figurarsi in Europa.

Fumetto Olympe de Gouges
La biografia a fumetti di Catel & Bocquet su Olympe de Gouges uscita di recente: molto accurata. Il mio egocentrico assistente ci teneva a metterci la faccia.

Marie era figlia di una donna che amava un certo marchese più del proprio marito. Se ne deduce che Marie era, con grande probabilità, figlia di tale marchese il cui nome era Jean-Jacques Lefranc de Pompignan, un ricco, colto e noto drammaturgo della Comédie-Française di Parigi. Buon sangue non mente: anche Marie versò molto inchiostro per il teatro.

Jean-Jacques Lefranc de Pompignan
Jean-Jacques Lefranc de Pompignan, il padre drammaturgo segreto, ma molto probabile, di Marie de Gouze, la futura Olympe de Gouges.

A sedici anni Marie fece quello che ci si aspettava da lei, l’unica cosa: sposarsi.  Fu così che Marie Gouze divenne un’infelice Marie Aubry, con l’unica consolazione di un figlio, Pierre, a sostenerla. Ma per una volta ecco inaspettata giungere una gioia: una febbre fulminante le portò via la sua ben poco dolce metà e Marie si ritrovò improvvisamente vedova, e a soli 18 anni! Di una cosa, da quel momento, fu sicura: non avrebbe commesso mai più lo stesso errore. Olympe de Gouges stava nascendo!

Olympe de Gouges
Olympe de Gouges e un suo proposito per il futuro.

Non è certo cosa si nascondesse dietro il suo pseudonimo; io credo che, cancellando il proprio nome da sposata, volesse scegliere e fissare gli elementi autentici della propria identità:

  • Olympe, il nome di sua madre a cui era molto legata;
  • de Gouges, deformazione di Gouze, il suo cognome da nubile, da donna indipendente che con quella storpiatura sembra suggerire “è il cognome di mio padre che forse non era mio padre…”; e poi quel “de” che conferisce quel certo tocco aristocratico… un ammiccamento alla supposta paternità del marchese, motivo per lei di grande orgoglio, pur non potendo provarla?

Finalmente libera e padrona del suo tempo, Olympe legge (male!), frequenta il teatro (malissimo!), si nutre di idee illuministe (peggio del peggio!) e non tollera l’ignoranza in cui la sua condizione di donna la costringe (esattamente come previsto: ha cominciato a pensare! E adesso chi potrà arrestare un siffatto abominio?).

Quando Olympe conobbe il ricco Jacques Bietrix de Rozieres fu subito amore, quello vero. Lui le chiese persino di sposarlo, nonostante la sua nobile posizione non glielo permettesse, tuttavia…

Olympe de Gouges e il NO
Olympe de Gouges che preferisce ribadire la sua posizione sul matrimonio.

Nonostante ciò, rimarranno insieme per molti anni e, insieme a lui, Olympe iniziò una nuova meravigliosa vita a Parigi. Che anni felici! Olympe non poteva immaginare che le promesse del Secolo dei Lumi potessero portare alla Rivoluzione che avrebbe stravolto la vita di tutti, ma quando un’epoca lascia il posto a un’altra solitamente il prezzo da pagare è altissimo.

Ma per il momento la sua vita era quella che aveva sempre voluto e allora diamoci una sbirciatina.

Olympe frequentava i circoli letterari più attivi e le compagnie che frequentava erano certamente notevoli come, del resto, lo erano le sue abitudini: aveva questo bizzarro capriccio di farsi il bagno con regolarità!

Ecco alcuni esempi di amicizie notevoli:

Louis-Sebastien Mercier
Louis-Sebastien Mercier, scrittore e drammaturgo piuttosto prolifico.

Louis-Sebastien Mercier era una vera stella dell’epoca, scrittore e drammaturgo frequentatore di Rousseau e caro amico (forse amante) di Olympe. Le sue idee progressiste e il taglio satirico di certe sue opere lo costrinsero all’esilio: il re non aveva molto senso dell’umorismo, a quanto pare…

Madame de Montesson
La marchesa de Montesson, sposa del cugino del re Louis XV.

La bella e colta marchesa de Montesson non aveva il sangue abbastanza blu ma il cugino dell’allora re Louis XV, il duca d’Órléans, intendeva sposarla a qualunque costo. Le nozze vennero allora celebrate in segreto, ma il re non concesse mai alla marchesa di prendere l’illustre titolo di duchessa. Allora, non temendo più di poter dar scandalo, Madame de Montesson ne divenne la madrina, accogliendo nel suo salotto la crème della vita intellettuale progressista dell’epoca. La conoscenza con l’irriverente Olympe de Gouges era solo questione di tempo e ben presto la marchesa, grande amante del palcoscenico, divenne la protettrice delle pièces antischiaviste e liberali che la giovane commediografa osava proporre ai teatri parigini.

E a proposito di antischiavismo, ecco una delle più affascinanti amicizie di Olympe, un uomo che sarebbe certo valsa la pena conoscere:

Cavaliere di Saint-Georges
Il Cavaliere di Saint-Georges, uno dei migliori spadaccini dell’epoca nonché gran maestro di musica!

Il Cavaliere di Saint-Georges era figlio di una schiava delle colonie d’oltreoceano e di un francese di buona famiglia che decise, contro ogni aspettativa, di riconoscerlo. Non solo, il piccolo Cavaliere venne cresciuto in Francia dove ricevette un’ottima educazione. La scelta si rivelò più che ottima in quanto il giovane meticcio rivelò ben presto un grande talento per le arti musicali, al punto da diventare protetto di Madame de Montesson e quindi insegnate di clavicembalo della regina Marie-Antoinette in persona! Purtroppo, come è facile immaginare, il colore della pelle del Cavaliere di Saint-Georges, unito all’invidia che le sue grandi e varie abilità suscitavano, lo resero sempre il bersaglio preferito di ogni genere di insulto. Eppure non c’era troppo da temere per l’amor proprio di Monsieur de Saint-George che sapeva sistemare ogni villania con abilissimi colpi di fioretto.

Rimase leggendario un duello richiesto espressamente dal principe di Galles. Sua Altezza aveva tanto udito decantare le doti di spadaccino del Cavaliere di Saint-Georges che gli chiese di affrontare per lui un altro fenomeno francese del fioretto… l’ermafrodita Cavaliere d’Eon! Non sto scherzando, ecco un’immagine che commemora l’evento:

Duello Cavaliere di Saint-Georges e il cavaliere d'Eon
L’incredibile duello tra il Cavaliere di Saint-Georges (a sinistra) e il Cavaliere d’Eon (a destra): come cancellare i limiti sociali di razza e genere a colpi di fioretto. Il Cavaliere di Saint-Georges era meticcio, il Cavaliere d’Eon preferiva rimanere vago circa il proprio sesso (caratteristica che gli permise una brillante carriera da spia e che, più recentemente, ispirò il fumetto giapponese di Lady Oscar).

Insomma, impossibile annoiarsi per Olympe! La compagnia era intellettualmente stimolante, la censura la perseguitava senza tregua e in più scoppiò la Rivoluzione.

Il più grande errore di questa donna eccezionale fu di credere che si stesse lottando sul serio per i diritti di tutti, ma proprio tutti. Fu così che la brillante Madame de Gouges si impegnò nella difesa di ideali in cui pochi credevano davvero, diffondendo lettere pubbliche infiammate che la esposero alle peggiori ingiurie, la maggior parte legate al suo sesso:

Olympe de Gouges risponde
Olympe de Gouges e un frammento del suo “andate al diavolo” che compose in forma di lettera pubblica in risposta agli attacchi che subiva.

Diverse sommosse dopo, quando l’attesissima Costituzione ispirata dalla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo venne finalmente firmata da re Louis XVI, Olympe rimase indignata per la parte insignificante che i diritti delle donne vi ricoprivano. Piuma alla mano compose allora quella che sarebbe passata alla storia come la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina:

Uomo, sei capace d’essere giusto?
È una donna che ti pone la domanda; non la priverai anche di questo diritto.
Dimmi, chi ti ha concesso la suprema autorità di opprimere il mio sesso? La tua forza? Il tuo ingegno? Osserva il creatore nella sua saggezza; percorri la natura in tutta la sua grandezza… e dammi, se osi, l’esempio di questo potere tirannico.

Dei 14 articoli che propose, solo quello sul divorzio venne preso in considerazione dall’Assemblea legislativa (perché tornava comodo anche agli uomini, bien sûr!). 

Convinta di essere intoccabile per via dell’incessante sostegno alla causa rivoluzionaria di cui aveva sempre dato prova, Olympe osò opporsi apertamente agli eccessi sanguinari di chi la Rivoluzione la guidava. La conseguenza fu che i club femminili vennero vietati e qualunque riunione di più di 5 donne dichiarata illegale (la libertà va bene, ma non ce n’è per tutti e si esaurisce in fretta, a quanto pare!).

Olympe venne denunciata dal proprio editore, arrestata e condotta alla Conciergerie, il terribile carcere da cui solitamente si usciva solo per incontrare la ghigliottina in place de la Concorde. 

Per lei non fu diverso.

Place de la Concorde e patibolo
Il punto in cui si trovava il patibolo in Place de la Concorde, angolo nord-est.
Place de la Concorde e ghigliottina
Ecco, più o meno qui (Place de la Concorde, all’uscita dei giardini delle Tuileries)

La fine tragica di Olympe de Gouges avrebbe potuto rimanere solo una tra le tante causate dagli eccessi di una Rivoluzione che tendeva irrimediabilmente a divorare i suoi stessi figli e progenitori. Eppure le ultime parole che scrisse a suo figlio Pierre a poche ore dall’esecuzione, lasciano intendere la consapevolezza che qualcosa di lei sarebbe sopravvissuto. 

Conciergerie e Olympe
La Conciergerie sull’Ile de la Cité e alcune frasi della lettera che Olympe scrisse tra queste mura a suo figlio. Grazie Olympe!