Abito sposa 1866

‘Viva la sposa!’ Gli abiti dei matrimoni del passato al castello di Champs-sur-Marne

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I Palmipedoni, per la prima volta, sono tornati sui loro passi! Ho già avuto modo di presentare la residenza da fiaba conosciuta come lo Château des Champs-sur-Marne a circa un’ora da Parigi. La visita di allora mi fece scoprire parte della splendida collezione di abiti d’epoca appartenuti alla famiglia Cahen d’Anvers.

(Per vedere quella bella mostra e alcuni di quegli splendidi abiti leggi La Belle Époque e i ruggenti anni Venti in un castello da sogno ).

Qualcosa di nuovo e di meraviglioso doveva essere tornato ad occupare le già splendide sale del castello – che ora è di proprietà dello Stato – se le mie guide avevano deciso di riportarmi laggiù, ed infatti una nuova mostra di tesori di tessuto aveva appena aperto le porte, ma durerà solo fino al 12 settembre 2018.

Château des Champs-sur-Marne
Château des Champs-sur-Marne

La mostra, intitolata “Vive la mariée” (‘Viva la sposa’), illustra molto di più dell’evoluzione della moda specializzata per l’evento “nozze”. A ben riflettere, il lungo passato dell’abito da sposa narra in primo luogo delle trasformazioni di un evento sociale che fu alla base delle comunità del passato, ma anche il fulcro del ruolo sociale a cui la donna, per secoli, fu destinata, ossia il matrimonio. La mostra quindi, oltre a soddisfare il senso estetico, offre molti spunti di riflessione.

Abito da sposa

Al piano terra del castello, sono riunite alcune ottime ricostruzioni di modelli di abiti da sposa di epoche anteriori alla seconda metà del 1800, un’introduzione necessaria ad apprezzare i meravigliosi abiti d’epoca autentici conservati al primo piano in un ambiente più oscuro per meglio garantire la conservazione dei capi.

Abito da sposa 1690
Modello di un abito da sposa in satin e broccato di seta verso il 1690 – l’epoca del Re Sole, per intenderci – con gonna dai ricami brillanti in filo metallico, una tipica pièce d’estomac (pannello triangolare che copre petto e stomaco solitamente decoratissimo e rigido) e manteau (sopragonna e corpetto realizzati dallo stesso pezzo di stoffa). Pare che il termine ‘manteau’ derivi dalla città di Mantova dove venivano realizzate le preziose stoffe destinate a questi elementi dell’abito femminile.

Abito da sposa 1690

Robe à la française sposa
Modello di Robe à la française (‘abito alla francese’) verso il 1730-50 in satin e seta cinese. L’abito deve il suo colore chiaro – oltre al valore simbolico legato alla purezza – alla stessa moda del tempo. Si era in pieno Illuminismo, si riscoprivano gli autori classici e il bianco, associato all’abito degli antichi, era il colore più apprezzato dalle classi colte illuminate”.

Per poter procedere con coscienza, occorre prima chiarire alcuni punti sull’abito da sposa:

  1. gli abiti rappresentati nella mostra sono quelli che potevano impreziosire unicamente il matrimonio delle dame di famiglia agiata; le famiglie povere si ingegnavano nella confezione di abiti più “carini”, per quanto semplici, che poi venivano riutilizzati come abiti “della domenica”, per le feste e la messa, il momento sociale di maggior importanza soprattutto nelle campagne.
  2. Grazie alla diffusione della stampa specializzata, la moda parigina si diffuse a poco a poco, ma solo tra le classi benestanti. Bisognerà attendere gli anni 1930 per vederla adottata un po’ ovunque. Prima di allora, gli abiti da sposa popolari rimasero a carattere fortemente regionale, spesso simili all’abito tradizionale che si vede ancora oggi in occasione delle feste locali.
  3. Il bianco diventò il colore tipico dell’abito da sposa solo all’inizio del XX secolo, epoca in cui si diffusero i procedimenti chimici necessari a sbiancare le fibre di diversi tessuti. Fino ad allora il bianco puro poteva essere reso solo dal cotone, ma non tutte si sposavano in estate! Si sarebbero visti allora abiti rosa, azzurro, crema, argento o avorio.
  4. Per secoli, il matrimonio rimase principalmente una questione di riuscita sociale che non aveva niente a che vedere con i sentimenti. Il concetto del matrimonio “d’amore” iniziò a comparire durante l’era del Romanticismo, ciò non di meno i matrimoni tra le classi agiate rimasero in gran parte combinati almeno fino alla fine della Prima Guerra Mondiale.

Accessori sposa

Alcune usanze, ho scoperto, sono andate completamente perdute all’inizio del XX secolo come, ad esempio, il corbeille de mariage (‘cesto o paniere di matrimonio’) diffusosi a partire dal 1700, che consisteva in un cofanetto colmo di doni per abbellire la tenuta della sposa il giorno delle nozze (pizzi, passamanerie, gioielli, scialli di cachemire, ventagli, fazzoletti ricamati, guanti…). Questo corbeille era il regalo che il fidanzato faceva alla sua bella il giorno della promessa ufficiale di matrimonio alla presenza di entrambe le famiglie. Durante tutto il 1800, a Parigi, era possibile trovare molti negozi specializzati per soccorrere i fidanzati più esitanti, che di pizzi e ventagli poco si intendevano.

Pizzi, passamanerie e altre amenità d’altri tempi.
Pizzi, passamanerie e altre amenità di una volta.

Per tutta la prima metà del 1800, i continui stravolgimenti politici in Francia fecero saltare la popolazione da un regime all’altro come in un minuetto e la moda non ne rimase certo estranea. Per quanto riguarda le signore, si passò da una silhouette verticale libera da costrizioni (Stile Impero), a una vita stretta scolpita da un rigido corsetto, una gonna gonfiata da diversi strati di tessuto e un audace gioco di volumi sottolineato da maniche ampie (Restaurazione e Monarchia di Luglio, fino al 1850 circa). Il ritorno alla “pesantezza” dell’abito da sposa, che seguiva i dettami sempre nuovi della moda, veniva dissimulato con la leggerezza dei tessuti (organza di seta e mussolina di cotone), ma da qui ad affermare che questi modelli erano comodi come i precedenti ne corre di strada!

Evoluzione abito da sposa 1820-1830
A sinistra un modello del 1820 in seta e tulle ricamato. A destra un modello risalente a soli dieci anni dopo con corsetto, larga gonna e maniche dette “à gigot” (‘a cosciotto’: l’era romantica amava questi richiami alla moda del rinascimento).
Abito sposa 1838
Modello d’abito d’epoca romantica verso il 1838 con maniche a sbuffo.
Cappellino Pamela
Sulla sinistra si nota un cappellino alla ‘Paméla’, molto in voga nella prima metà del XIX secolo, a dimostrazione che il velo non fu sempre l’ornamento per eccellenza del capo della sposa.
Abito Leopoldine
Piccolo extra non in mostra a Champs-sur-Marne: l’abito da sposa in taffetas di seta indossato da Léopoldine, la figlia prediletta dello scrittore Victor Hugo che morì tragicamente pochi giorni dopo averlo indossato, (1843). Per saperne di più leggi Victor Hugo e l’amore che non c’è più)

Durante il 1800, i matrimoni di re e regine vennero dettagliatamente descritti dai giornali e immortalati in dipinti e incisioni divenendo, naturalmente, il modello a cui ispirarsi per una cerimonia alla moda. La regina Vittoria e l’imperatrice Eugènie contribuirono alla diffusione della corona da sposa composta da fiori d’arancio, simbolo di innocenza e verginità. Durante il Secondo Impero, epoca d’oro del moralismo ostentato e del bigottismo, si affermò la moda di far ricadere il velo sul volto per permettere alla sposa pudica di celare le sue emozioni.

Abito sposa 1853
Modello d’abito del 1853 – circa l’epoca del matrimonio dell’imperatrice Eugènie – con gonna a grandi ‘volants’ bordati di pizzo francese di Valencienne (le regine e imperatrici avevano il compito, attraverso le loro scelte di stile, di promuovere le produzioni nazionali)

Eugènie, grande ammiratrice dell’ultima regina di Francia Marie-Antoinette e dello stile del XVIII secolo, riportò alla moda alcuni dettagli tipici di quel tempo, come i corpetti decoratissimi dotati di una punta rivolta verso il basso a rievocare l’antica pièce d’estomac, o le maniche a pagoda bordate di pizzo.

Abiti da sposa XIX secolo

Abito sposa 1850
Modello verso il 1850 con un tocco di gusto settecentesco, come piaceva all’imperatrice.

La celebre tradizione del corredo è attestata addirittura dal 1200. Le fanciulle si dedicavano fin da bambine alla confezione dei vari elementi che comprendevano la biancheria della casa, quella personale e l’abito da sposa stesso. Ogni pezzo veniva ricamato con la sola iniziale della sposa, in attesa di apporre quella del misterioso lui… evitando, nel frattempo, di perdere i lenzuoli quando venivano inviati alla lavandaia, incidente davvero increscioso considerando il costo del cotone di un tempo! Con l’accelerare dei ritmi della moda, rimanere al passo con il gusto divenne impossibile e così gli abiti scomparvero gradualmente dal corredo tradizionale.

Abito sposa 1866
Modello d’abito con crinolina, una struttura di sostegno sottostante la gonna che si diffuse poco prima della metà del XIX secolo (satin e tulle di seta, 1866).
Abito sposa 1866
Stesso modello: la scollatura ampia è per la sera, un corpetto chiuso veniva indossato di giorno e alla cerimonia.
Abito sposa 1868
Modello verso il 1868 in satin.

A partire dalla fine del XIX, le forme sempre nuove degli abiti da sposa divennero una testimonianza aggiornata del ritmo indiavolato della moda, un ritmo dovuto alla comparsa dei grandi magazzini che, sui loro bei cataloghi, illustravano tutto il necessario per avere un perfetto matrimonio moderno: dall’abito, al corredo, a… il globo della sposa!

Globi delle sposa
Globi delle sposa

Questa usanza, comparsa intorno al 1850 e svanita solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, consisteva in una piccola vetrina in cui conservare la propria corona di nozze, foto e gioielli in ricordo del matrimonio. Il globo veniva esposto bene in vista nella stanza principale della casa. Ogni elemento aveva una connotazione fortemente simbolica: uno specchio per la sincerità e la fedeltà, decorazioni vegetali in metallo, porcellana e/o tessuto che richiamavano la forza dell’amore (foglie di quercia), o la permanenza del desiderio (l’edera sempre verde)…

Incisione abito da sposa
Incisione raffigurante un abito da sposa tratta da un catalogo inviato alle clienti direttamente dal grande magazzino di fiducia (fine XIX secolo).
Incisione abito da sposa retro
Il retro dello stesso abito.

Un altro elemento chiave del linguaggio simbolico del matrimonio è il nodo, da sempre metafora dell’unione indissolubile.
Al piano superiore del castello, in un’oscurità che ha reso lo scattare fotografie un’impresa che definirei acrobatica, sono esposti autentici abiti d’epoca che vanno dal 1870 agli anni ‘30 del XX secolo, tra cui un esempio di nodo decorativo difficile da dimenticare.

Abiti da matrimonio di fine XIX
Abiti da matrimonio di fine XIX secolo con le linee tipiche della Belle Époque che volevano la donna a forma di clessidra (e non esagero).
Abito a turnure (1885)
Abito a turnure (1885), ossia dotato di un cuscinetto posteriore che serviva a dare volume al retro e allo strascico. Satin di seta, pizzo “meccanico” e perle.
Retro abito da sposa 1885
Retro dello stesso abito
Retro abito da sposa 1885
Il nodo, simbolo dell’unione.
Abito a turnure (1885) pizzo
Dettaglio del pizzo a decorazione della parte frontale della gonna.

Il retro dell’abito doveva essere particolarmente d’effetto visto che, per tutta la durata della cerimonia, il pubblico avrebbe potuto ammirare solo il lato “B” della sposa.

Non dimentichiamo che il matrimonio era prima di tutto uno show che doveva testimoniare il livello sociale della coppia. Durante il XIX secolo, lo sposo vestiva in un abito che si discostava di poco dal modello borghese di tutti i giorni, sobrio e scuro come di addice a un uomo di rigore morale tutto dedito agli affari. Era la donna che doveva testimoniare l’opulenza della famiglia, come una sorta di vetrina vivente con strascico e velo.

Abito a turnure (1871)
Abito a turnure (1871) in lana e seta, satin e decorazioni in madreperla.
Abito a turnure (1871) dettaglio
Dettaglio delle pieghe decorative dello strascico.
Abito da sposa 1900
L’elaboratissimo corpetto di un abito in satin e chiffon di seta con strass, pizzi e perle (1900).
Abito da sposa 1900 dettaglio
Il dettaglio incantevole della manica dello stesso abito.
Robe princesse sposa 1880
Abito detto “princesse” in taffetas di seta decorato con una ghirlanda di fiori d’arancio (1880). La forma innovativa di quest’abito consisteva nel fatto che corpetto e gonna erano un pezzo unico.
Abito da sposa 1907
Un abito dai decori stupefacenti (1907): taffetas e mussolina di seta ricoperti di pizzi sia meccanici, che eseguiti a mano. Perle e paillettes decorano il petto.
Abito da sposa 1899
Abito verso il 1899 in satin e chiffon di seta con strass, pizzi e perle.

Abito da sposa 1899

Ventaglio matrimonio

Queste sono solo alcuni dei pezzi meravigliosi che sono esposti allo Château des Champs-sur-Marne, ma non dimenticate che la mostra è anche un’ottima scusa per visitare lo scrigno di storia e bellezza che la ospita. Lo château è un perfetto esempio di dimora dell’alta borghesia francese di fine 1800 che, pur essendo dotata delle comodità moderne del suo tempo, conserva il gusto Ancien Régime originale degli interni. Certe sale sono così ben conservate che pare che la celebre Madame de Pompadour – sua antica inquilina – sia appena uscita!

Buona esplorazione!

Foto matrimonio