Abito redingote

Dalla rigidità dell’Ancien Régime, alla morbidezza di un’illusione.

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Le acconciature così alte e i paniers tanto ampi non andavano indossati in ogni occasione, dico bene?

Rimanendo ancora molto lontani dal concetto attuale di comodità, vi erano in effetti tenute più “confortevoli” per stare in casa o in campagna, come il Caraco, assolutamente vietato a corte.

Caracos
Il Caraco dalle lunghe maniche aderenti e dalla vita sottile con delle code più o meno lunghe sul retro. Il modello non subiva mai molte variazioni e la decorazione si giocava tutta sulla preziosità o sul disegno del tessuto. Essendo di origine popolare divenne diffusissimo sotto la Rivoluzione (era considerato un abito democratico!).

L’abito femminile “sportivo” per eccellenza era l’abito redingote, ispirato alla redingote maschile di origine inglese.

Redingote maschile
Redingote deformazione dell’inglese “riding coat”, abito maschile indossato per cavalcare grazie allo spacco della coda sul retro.

L’abito redingote si portava in occasione di cavalcate o per accompagnare gli uomini a caccia e si completava con cappello, guanti e bandine (una canna da passeggio di circa 1 m e 20 cm di lunghezza).

Abito redingote
Abito redingote con cappello, guanti e bandine (il bastone da passeggio), ed eccoci pronti per una cavalcata tanto entusiasmante quanto scomoda.

L’equitazione era molto alla moda ed era una delle passioni della regina.

Marie-Antoinette caccia
Marie-Antoinette giovanissima in tenuta maschile da caccia.
Marie-Antoinette redingote
La regina Marie-Antoinette in abito redingote.

A un certo punto però, come dimostra questo ritratto, la regina si stancò di tutti quegli abiti rigidi e pesanti. Può spiegarci cosa accadde, madame?

Marie-Antoinette chemise
Marie-Antoinette con la scandalosa chemise à la reine (camicia della regina) ritratta da madame Vigée-Le Brun. Certamente l’idea non fu della pittrice, che non si sarebbe mai azzardata ad esporre al Louvre un’opera tanto azzardata senza il consenso della sovrana.

Ah! Cosa mi ricordi! Che scandalo scatenò quel ritratto! Ho sempre avuto una vera vocazione allo scandalo, ora che ci penso. A quell’abito di morbida e leggera mussolina venne dato il nome di chemise à la reine (camicia della regina) perché Marie-Antoinette non indossava altro nella sua tenuta privata, il Trianon.

Petit Trianon
Il Petit Trianon nel cuore dei giardini di Versailles, dove la regina Marie-Antoinette passava le ore migliori delle sue giornate, anche troppe secondo molti…

Marie-Antoinette era finalmente madre e dal 1780 manifestò una crescente passione per la moda inglese, decisamente più leggera e comoda. Ne aveva evidentemente avuto abbastanza di girare addobbata come un albero di Natale e allora era più frequente vederla indossare un abito all’inglese, una tenuta più semplice delle robes-à-panier precedenti con un corsetto steccato solo sulla schiena (che magari consentiva addirittura di respirare!).

Marie-Antoinette in abito all'inglese
Marie-Antoinette in abito all’inglese con i suoi figli.
Abito all'inglese
Abito all’inglese con un corsetto steccato solo sul retro, lunghe maniche aderenti e una gonna che consente di sedersi anche a meno di 2m di distanza da qualcuno!

La regina iniziò a disertare la corte e ad allontanarsi dalla vita pubblica per stare con i suoi figli e amici intimi. Che sciocchina: si è mai sentito che una regina possa disporre della propria vita? Mentre il ritratto della sovrana in négligé veniva sostituito in fretta e furia da questo,…

Labrun, a la rose
Marie-Antoniette à la rose, il ritratto con cui Louise Élisabeth Vigée-Le Brun tentò di riparare lo scandalo del suo precedente lavoro con la regina in “negligé”.

…lo scandalo aveva ormai rovinato la sua immagine per sempre. Qualcuno aveva osato scrivere sul muro della galleria del Louvre dove la Regina in chemise era stata esposta:

“La Francia,
sotto i tratti dell’austriaca,
ridotta a coprirsi con uno straccio”.

Insomma vestita troppo no, vestita poco neanche. Tuttavia quella fu davvero una grave leggerezza: Marie-Antoinette, facendosi ritrarre in négligé, aveva tolto alla figura della regina di Francia la sua aura sacra e inviolabile, osando renderla più umana. La chemise, omaggio all’Illuminismo e alla modernità, fu una dei suoi passi falsi. La morbidezza della mussolina doveva rievocare il ritorno a uno condizione più libera e naturale dell’uomo, una condizione priva di leggi, doveri e condizionamenti sociali di cui Rousseau aveva filosofeggiato nelle sue opere. Pessima idea quella di voler fare la regina moderna, intanto però quella folie aveva segnato un punto di svolta, sia per la moda femminile che per la politica…

Chemise a la reine
La Regina in camicia è scandalosa, ma l’innovazione è accolta con piacere dalla moda femminile europea.
Borgo della Regina
Una casetta del villaggio che Marie-Antoinette si fece costruire non lontano dal Trianon. Qui veniva celebrata la semplicità della vita campestre (falsa e linda quanto le costruzioni). In onore alle teorie di Rousseau, la Regina aveva voluto ricreare un villaggio dove vivevano animali e contadini e dei cui frutti poteva godere nella sua tenuta poco distante.

Quando la Rivoluzione scoppiò, e certamente non solo per colpa di una “chemise”, le cose cambiarono anche per voi, dico bene Madame?

In effetti il sole della libertà e dell’uguaglianza decise di sorgere, e lo fece su un mare di sangue a dire il vero, e allora io divenni più semplice e modesta, praticamente una popolana. Del resto, cos’altro c’era da aspettarsi? I tempi di Versailles erano finiti, non c’erano più né un re, né una regina, né una corte per cui agghindarsi, quindi gli abiti da cerimonia non avevano più ragion d’essere. Ma la moda ne aveva eccome! L’abito non fa il monaco, ma a quanto pare il patriota sì…