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Anche le sedie dei cafés parigini hanno la loro storia

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A Parigi, un café senza terrasse (spazio all’aperto) è come un cielo senza stelle. Per i parigini, il relax è imprescindibile dal potersi accomodare all’aperto – non importa che tipo di clima vi sia – e questa abitudine risale in gran parte agli anni della Belle Époque (1870-1914 circa).

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Abbiamo già parlato dell’evoluzione delle case e delle strade della Ville Lumière in altri articoli e per comprendere la fortuna delle sedie in vimini di cui sto per parlarvi va fatta una menzione speciale alla comparsa dei famosi boulevards, le ampie vie carrozzabili realizzate a partire dal Secondo Impero (1852-1870).

I boulevards diedero nuovo respiro alla capitale che soffriva a causa di una circolazione impossibile e di un’aria malsana che il vento faticava a ripulire, potendo infiltrarsi a malapena per le viuzze medievali del centro. Inoltre le strade, per la prima volta, vennero dotate di ampi marciapiedi dedicati alle passeggiate dei cittadini o… ai tavolini di cafés e bistrot

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Maurice-Louis Branger, À la terrasse d’un café, Paris, 1925 (photo from Pinterest). Con lo spazio creato dai nuovi boulevards, la possibilità di sedere all’aperto, alla luce del giorno, permise anche alle donne di frequentare liberamente i cafés che, fino a quel momento, erano stati per lo più antri oscuri e chiusi, in cui non era considerato “decoroso” avventurarsi.

(Da leggere anche Come sono cambiate le case di Parigi: il passato nascosto nella Parigi dei boulevards)

All’epoca, ebbero una fortuna strepitosa le sedie in vimini che vennero spesso adottate anche come mobilio interno dalle case borghesi alla moda.

Per un locale di oggi, dotarsi del tipico charme vintage che le originali sedie di vimini conferiscono è un spesa impegnativa, ecco perché spesso si trovano delle più economiche imitazioni in plastica. Per distinguere gli originali dalle numerose imitazioni, occorre il colpo d’occhio dell’esperto che sappia dove guardare, ossia dietro allo schienale: la firma del fabbricante artigianale viene infatti tradizionalmente messa in questo punto.

Solamente due celebri marche mantengono in vita questo antico savoir-faire: la Maison Drucker o la Maison Gatti.

FirmaGattiSedia

Se sullo schienale trovate la firma di una di queste maisons significa che siete seduti su un’autentica sedia francese fabbricata à l’ancienne (‘all’antica’). Questi due nomi simboleggiano due momenti di incredibile fermento culturale della storia parigina: la Maison Drucker venne fondata nel 1885, in piena Belle Époque, mentre la Maison Gatti iniziò a produrre mobilio durante i Ruggenti Anni Venti.

CatalogoMaisonDrucker
Estratto del catalogo Maison Drucker.

Con la guerra, l’impiego del vimine si ridusse drasticamente a causa delle difficoltà che l’importazione della materia prima incontrava, ma anni più tardi la produzione esclusiva delle due maisons tornò in auge grazie ai ristoranti e ai cafés più eleganti che potevano permettersi l’acquisto di un mobilio certamente caro (considerate che, in media, una sedia può  costare 250 euro), ma che garantiva una durata di gran lunga superiore agli altri materiali.

CafeDeLaPaix
L’interno raffinato del Café de La Paix, nella cui terrasse si può esser certi di trovare delle sedie in vimini originali.

Una volta scelto il modello e il colore, i sapienti artigiani iniziano la fase della realizzazione a mano che viene ultimata nell’arco di sei ore circa.

CampionarioMaisonGatti
Estratto del campionario della Maison Gatti.

Vi invito a tenere gli occhi aperti la prossima volte che sedete a un café: potreste avere l’occasione d’apprezzare l’ottima fattura di queste sedie artigianali e imparare a distinguerle dalle imitazioni a un primo sguardo.

ImitazioniSedieVimini
Imitazioni in plastica delle sedie di vimini.

(Per saperne di più c’è anche, in francese, l’articolo di Paris ZigZag.)