I mangiatori d'Uva Boucher lambinet Sevres

La manifattura di Sèvres: fabbricanti di meraviglie da quasi trecento anni

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Dopo essermi soffermata su questa dolcissima “Malinconia’’ conservata al museo del Louvre in un angolo semi-nascosto della sezione Objects d’Art, ho deciso di approfondire l’affascinante storia di una fabbrica di meraviglie del XVIII secolo.

Malinconia 1774
Malinconia (1775), Manifattura Reale delle porcellane di Sèvres (“biscuit” di porcellana tenera, Musée du Louvre, sezione Objects d’Art).

Nel 1756, la favorita del re Louis XV, Madame de Pompadour, donna colta e di gusto raffinato, volle offrire alla manifattura di porcellane di Vincennes, fondata nel 1738 nei dintorni di Parigi, una nuova sede fatta costruire da lei stessa a Sèvres, facendone di fatto la Manifattura Reale.

Pompadour Quentin de La Tour
Maurice Quentin de La Tour, la marchesa di Pompadour (1721-1764), principale promotrice della manifattura di Sévres.

Una delle produzioni di spicco della manifattura era proprio il biscuit con cui è realizzata la “Malinconia” del Louvre, una tipologia di porcellana molto facile da lavorare che imita il marmo.
Con il biscuit venivano realizzate piccole statue apprezzatissime dalle classi più ricche del XVIII secolo, solitamente riproduzioni di modelli firmati dagli artisti più alla moda.

Nel museo Lambinet di Versailles, ad esempio, è conservato un biscuit di porcellana tenera scolpito su modello de “I mangiatori d’uva” (verso il 1760) di François Boucher, insegnate di disegno, pittura e incisione della stessa Madame de Pompadour e “Primo pittore del re”.

I mangiatori d'Uva Boucher lambinet Sevres
François Boucher (1703-1770), “I mangiatori d’uva”.

L’origine della nostra “Malinconia” non è diversa essendo una riproduzione, in scala ridotta, di una scultura in marmo del celebre Étienne-Maurice Falconet (1763). La malinconica figura di Falconet risente della nuova tendenza del gusto degli anni sessanta del XVIII secolo: la sobrietà classica si sostituiva gradualmente agli eccessi decorativi del rococò, la stagione artistica che aveva fatto la fortuna della manifattura (e di cui mostro alcuni perfetti esempi più avanti).

Malinconia 1774
“La malinconia è la felicità di sentirsi tristi’’ (Victor Hugo)

Al museo Cognac-Jay, in occasione della mostra La Fabrique du Luxe (‘La Fabbrica del Lusso’, un’esposizione temporanea dedicata ai mercanti d’arte parigini del XVIII secolo che termina il 27 gennaio 2019) ho trovato dei raffinatissimi fiori di porcellana tenera.

Fiori Vincennes porcellana

Realizzati tra il 1748 e il 1753, queste meraviglie richiamano una fase specifica della storia della manifattura: quando la sede era ancora a Vincennes, la produzione di fiori di porcellana divenne talmente importante da richiedere un atelier dedicato, la celebre ‘‘fluerisserie’’.
Si era nel periodo d’oro del rococò e i bei boccioli variopinti di Vincennes costituivano un elemento basilare dello stile che, attraverso la sovrabbondanza di elementi decorativi, intendeva evocare una natura fortemente idealizzata tanto cara all’Illuminismo, una sorta di paradiso lezioso e perfetto dove tutto risuona di innocenti piaceri.

Alla direzione dell’atelier c’era Henriette Gravant (ebbene sì, una donna!), moglie di uno dei tre fondatori, ed il lavoro veniva svolto da circa una ventina di artigiane.
Nel 1753, l’ingresso alla manifattura venne proibito alle donne che, da quel momento, lavorarono da casa per continuare a produrre i fiori poi necessari a comporre preziosi oggetti d’arte, come la ricca gabbia per uccelli in esposizione alla stessa mostra (1750).

Gabbia fiori Vincennes porcellana

Più spesso, i fiori di porcellana venivano impiegati per realizzare i celebri bouquets di Vincennes che impreziosivano gli interni delle dimore aristocratiche, come quello conservato al Musée Lambinet.

Vincennes bouquet

Si possono trovare altre meraviglie dell’epoca di Vincennes in giro per le sale del Louvre, come queste tazze del 1750 che sono un vero inno alla natura.

ManifatturadiVincennes porcellana tenera 1750ca2

ManifatturadiVincennes porcellana tenera 1750ca

Anche oggi, la Manifattura di Sèvres continua il suo delicato lavoro trasmettendo le tecniche antiche attraverso l’abilità di 120 ceramisti che producono circa qualche migliaio di pezzi l’anno destinati a enti statali (Palais de l’Elysée, Hôtel Matignon…), oppure commercializzati nelle gallerie di Sèvres e a Londra e a Parigi in occasione di saloni d’arte.

Per fare il pieno di bellezza, non perdetevi il meraviglioso museo presso la sede della Manifattura stessa!

Adesso che conosciamo qualcosa in più di questa straordinaria manifattura, occhi aperti quando girate per i musei parigini perchè le meraviglie di Vincennes o di Sèvres sono moltissime. Dopo tutto, si tratta di quasi trecento anni di attività!