Palais-Royal copertina 1

Palais-Royal: la sitcom di una reggia.

Il palazzo che resta raccolto in un superbo silenzio accanto al Louvre, subendo spesso l’affronto di non essere nemmeno notato dai turisti a causa del suo illustre vicino, nasconde una storia tanto avvincente quanto trascurata. È ora di rendergli giustizia.

Palais-Royal oggi
L’elegante Palais-Royal (Palazzo Reale) che più che residenza reale fu un centro di intrighi, violenza, ideali e cultura che fecero la storia di un popolo. Oggi ospita il Consiglio di Stato e il Ministero della cultura (photo from Wikipedia).
Cortile interno Palais-Royal
Un cortile interno di Palais-Royal, un giardino pubblico dal XVIII secolo!

Vediamo allora alcune delle facce celebri che hanno reso questa bella reggia così com’è, che la hanno abitata o semplicemente frequentata, rendendola un polo di storie umane se non sempre edificanti, quanto meno appassionanti.

C’era una  volta Palais-Royal quando ancora si chiamava Palais-Cardinal perché era sorto per volere del cardinale Richelieu, quel Richelieu, l’eminenza grigia per eccellenza resa immortale dalla penna di A. Dumas ne “I tre moschettieri”.

Palais-Cardinal
Palais-Cardinal, o come l’antico aspetto di Palais-Royal.

Anche Richelieu dovette morire a un certo punto, per quanto stentasse a crederci lui stesso. Mentre un considerevole numero di francesi festeggiava – consideriamo che, durante la sua lunga vita, il cardinale aveva sempre preferito assicurarsi l’obbedienza piuttosto che l’amore del prossimo –, il palazzo venne ereditato dal re Louis XIII e prese così finalmente il nome di Palais-Royal.

Sua maestà, però, non si godette a lungo la nuova reggia in quanto morì l’anno successivo. Il palazzo divenne allora di proprietà di sua moglie, la regina Anna d’Austria (sì, proprio quella innamorata del bel duca di Buckingham, quella coinvolta nell’avventura della collana di diamanti narrata da Dumas anche se, nella realtà, si trattava di due fermagli, ma questa è un’altra storia).

La regina Anna avrebbe dovuto passarsela alla grande nel nuovo palazzo. Era vedova, era regina e aveva due bei figli maschi da godersi senza più la soffocante presenza di Richelieu. Ciò che narra Dumas nei suoi romanzi in parte risponde alla realtà: il cardinale aveva ripetutamente messo il re contro sua moglie per conservarne l’esclusivo controllo, rendendo di fatto la vita impossibile alla tremendamente sola regina Anna.

Il cardinale Richelieu e la regina Anna d'Austria
Il cardinale Richelieu e la regina Anna d’Austria: una relazione complicata che ho tentato di sintetizzare.

Eppure la sorte, si sa, è spesso crudele e si accanisce volentieri sulle sovrane straniere in terra di Francia (si veda, ad esempio, la storia di Caterina de Medici).
La regina Anna, dopo anni vissuti nell’ombra e nell’umiliazione, era più che comprensibilmente stanca, ma il nuovo ruolo di Reggente che si preparava a ricoprire sarebbe stato, forse, anche più ingrato di quello di Regina Consorte. Si preparavano, infatti, cinque anni di guerra civile – la cosiddetta Fronda –, una fitta serie di intrighi, rivolte e complotti che minacciarono seriamente il trono di suo figlio.
Il “ mai ‘na gioia ” di una regina ha un sapore tutto suo, ma gli sforzi di Anna d’Austria sarebbero stati infine premiati e Louis XIV divenne poi il Re Sole che tutti ricordano. Il secondogenito di Anna, Philippe duca d’Orléans, fu  forse meno famoso per la posterità, ma a ai suoi tempi rimase sempre fisso sotto i riflettori per via di certi scandali non proprio regali…
Ma torniamo all’infanzia dei due principini che correvano per le sale di Palais-Royal.

Nel 1649, per la regina Anna, arrivò un pacco-sorpresa da oltre La Manica: alle porte di Palais-Royal bussarono la regina d’Inghilterra e la sua bimba.

«Zietta! Che bello vederti! Qual buon vento ti porta?», esclamò felice il giovanissimo Louis XIV (in effetti la regina d’Inghilterra era sua zia).
«Quello delle palle di cannone, tesoro ».

Henriette-Marie de Bourbon (1609-1669), moglie del re Charles I d’Inghilterra, era in effetti testé fuggita dal suo regno in piena rivoluzione, dove la sua testa e quella di suo marito venivano reclamate a gran voce dai sudditi. Re Charles non ebbe la fortuna di sua moglie…

Henriette-Marie de Bourbon
Henriette-Marie de Bourbon, zia di Louis XIV e regina d’Inghilterra in fuga (curiosità: è la Mary che diede il nome allo stato del Maryland!)

Sua figlia Henriette Anne Stuart (1644-1670), che giocò assieme ai cugini principini per le sale di Palais-Royal, sposò più tardi il fratellino birichino del Re Sole, da tutti conosciuto come duca d’Orléans, ma meglio noto come l’uomo dai molteplici scandali BI-sessuali.
Come dono di nozze re Louis XIV regalò alla coppia proprio Palais-Royal e la duchessa Henriette rese la reggia ancora più bella, fornendola di splendidi giardini d’acqua, opere d’arte, feste da favola e ogni delizia utile a farle dimenticare la propria vita coniugale.

Philippe duca d’Angiò e Orleans, fratello del re Louis XIV, e la sua sposa Henriette Anne Stuart.
La duchessa e il duca d’Orléans, Henriette Anne Stuart e Philippe, fratello del re Louis XIV . Henriette non fu molto felice: al duca Philippe le donne piacevano decisamente meno che a suo fratello.

I balli della duchessa d’Orléans divennero leggenda e così pure la sua morte, decisamente improvvisa e sospetta. A soli 26 anni, dopo aver bevuto un’acqua di cicoria, fu presa da violenti spasmi e si spense dopo un’atroce agonia, gridando di esser stata avvelenata. Nonostante i medici avessero dichiarato che la duchessa era morta a seguito di un attacco fulminante di gastroenterite, dietro molti ventagli e fazzoletti si continuò a bisbigliare di quel certo amante del marito che avrebbe avuto ottimi motivi per eliminare Madame (così veniva chiamata a corte la cognata del re)…

Se fino a qui le vicende umane di Palais-Royal mi avevano ricordato le puntate della sitcom Beautiful, la morte di Henriette, le vicende amorose delle sue dame di compagnia e quelle rosso-sangue della Rivoluzione Francese mi suggerirono un atmosfera più vicino a quella di Game of Thrones, ma procediamo con ordine.

Henriette Anne Stuart
La duchessa d’Orléans Henriette Anne Stuart, padrona di Palais-Royal, ritratta da Sir Peter Lely, 1662 (photo dal web).

La duchessa Henriette Anne Stuart, padrona di Palais-Royal, figlia del re d’Inghilterra e cugina del Re Sole Louis XIV, aveva anche un ulteriore indiscutibile pregio. Mi riferisco al suo fitto, leggiadro seguito di dame da compagnia, che aveva catturato tutta l’attenzione del regale cugino. Da questo giardino di boccoli, pizzi e nastri di seta, infatti, il passionale Re Sole si degnò di cogliere alcuni dei fiori più belli.

Un giovane Louis XIV
Un giovane Louis XIV, conosciuto come il Re Sole e con molti altri nomi altisonanti, tutti parafrasabili in “io-divinamente-io” (photo by web).

Uno di questi fiori fu la dolce Louise de la Vallière, che diede al re due figli nati proprio a Palais-Royal. Innamorata sinceramente di un re piuttosto volubile, venne presto oscurata dal bagliore di una nuova e più ardente fiamma, la sfrontatissima Madame de Montespan, una donna dotata di tutt’altro temperamento. La trascurata Louise decise allora di trascorrere il resto dei suoi giorni in convento, diventando così un pubblico simbolo di redenzione, l’incarnazione di una moderna Maddalena pentita che rinunciava per sempre agli sfrenati piaceri della corte di Versailles.

Louise de la Vallière
Louise de la Vallière, prima e dopo Madame de Montespan.

Françoise-Athénaïs de Montespan, un fiore un poco più spinoso colto sempre dal giardino di Palais-Royal, era fermamente decisa a tenere il re tutto per sé e ad eliminare ogni concorrenza, ricorrendo persino ad arti illecite quali messe nere, filtri d’amore etc… Il suo coinvolgimento nell’Affare dei Veleni è un’altra storia che racconterò ed è utile per mettere a fuoco il temperamento decisamente temerario di questa donna che diede al re ben sette figli, sei dei quali legittimati.
Tra questi vi fu l’incantevole Françoise-Marie de Bourbon, detta anche Mademoiselle de Blois: la sua inarrestabile madre, facendo leva sul re, riuscì a farle sposare nientemeno che il successivo duca d’Orléans e a farne così la nuova padrona di Palais-Royal. Davvero un bel colpo Mme de Montespan!

Louis XIV (Luigi XIV), Madame de Montespan e Mademoiselle de Blois
Il re Sole che amava le donne (in alto),  Madame de Montespan con la sua sfrontatezza (in basso a sinistra) e una dei loro figli, Mademoiselle de Blois, poi duchessa d’Orléans e padrona di Palais-Royal.

Ma il re, se non si era capito, era volubile e chi fu a presentargli colei che sarebbe diventata il nuovo unico-amore-della-sua-vita? Ma la stessa Montespan, bien sûr! Come sarebbe stato possibile vedere una minaccia nella religiosissima e noiosa Mme de Maintenon, la pia governante dei figli illegittimi del re? Beh, sorpresa! Louis XIV, sotto la sua influenza, divenne un uomo più morigerato e riportò le abitudini di corte a un tenore più sobrio, arrivando addirittura a sposare segretamente il suo nuovo amore (si trattava di uno scandaloso matrimonio morganatico!). Che smacco Mme de Montespan!

Madame de Maintenon
Madame de Maintenon che fece del re un uomo “per bene”, anche se in ritardo.

Le bisbocce a Versailles subirono così una battuta d’arresto, mentre Palais-Royal tornava di colpo alla ribalta sociale. Dopo la morte del Re Sole, infatti, occorreva attendere che il nuovo baby-re Louis XV raggiungesse l’età per regnare. Philippe d’Orléans, figlio dell’altro succitato Philippe (lo so, non si aveva molta fantasia nel dare i nomi) venne nominato reggente e fece di Palais-Royal il centro delle più belle feste del nascente Secolo dei Lumi. Bisboccia e baldoria finirono con il conferire alla reggia la fama di una sorta di casa della depravazione, eppure il bello doveva ancora venire. Per il palazzo dei duchi d’Orléans si preparavano anni lunghi, anni di trasformazioni sociali, anni d’oro, anni di sangue…

(Leggi degli anni d’oro in cui Palais-Royal divenne un centro commerciale ante litteram inIl palazzo più “cool” è quello del duca d’Orléans“)