Giardino Hôtel de Sully

Le residenze nobiliari del Grand Siècle: l’architettura è una questione di status sociale

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Il quartiere del Marais (IV arrondissement) è caldamente consigliato, se non per il portafogli, almeno per cogliere l’evoluzione delle ricche abitazioni nobiliari del Grand Siècle. Questo “Gran Secolo”, il 1600, vide prima i fasti e le tribolazioni del regno di Louis XIII, il re al servizio del quale gli indimenticabili moschettieri di Alexandre Dumas avrebbero vissuto mille peripezie, e poi quelli del lunghissimo regno di suo figlio, il celeberrimo Re Sole, Louis XIV.

A Parigi, nel 1600, il Marais era il quartiere alla moda per eccellenza e perciò in poco tempo vi sorsero moltissimi dei cosiddetti hôtels particuliers, ossia eleganti palazzine indipendenti affittate dalla nobiltà.

Dettaglio ironico-ambientale: la parola marais, oggi sinonimo di chic, in realtà significa “palude, acquitrino” perché questa era la sua antica origine.

Immaginiamo ora di entrare in uno di questi hôtels in compagnia di un VIP del tempo. La carrozza di Sua Eccellenza, chiunque fosse, accedeva alla sontuosa dimora per mezzo di un elegante portone che difendeva dalla strada le meraviglie custodite oltre le mura.

Ingresso Hôtel de Montmor
Accesso dalla rue du Temple all’Hôtel de Montmor, costruito nel 1623 e rimaneggiato nei secoli successivi.
Accesso Hôtel de Lamoignon
Accesso all’Hôtel de Lamoignon, oggi sede della biblioteca storica della città di Parigi.
dettaglio portone di ingesso hôtel particulier
Un dettaglio di un portone di un principesco hôtel particulier.
Accesso Hôtel de Sully
L’accesso da rue Saint-Antoine all’ Hôtel de Sully.

Dal portone d’accesso si accedeva alla corte d’onore, un cortile interno che separava gli appartamenti privati dalla strada. Questi si trovavano al primo piano (il piano “nobile”) e rimanevano protetti dal chiasso della vita cittadina, come l’alta condizione degli occupanti richiedeva. È solo con la società borghese che l’appartamento avrà la necessità di affacciarsi sulla strada, vicino alle attività commerciali.

Ricapitolando: sulla strada si apriva il portone di accesso; lo si attraversava ritrovandosi nella corte d’onore (qui si lasciavano merci, cavalli, carrozza etc…). Di fronte solitamente si trovava l’ala con gli appartamenti privati a cui si accedeva sempre dal cortile.

Corte interna Hôtel de Sully
La corte interna dell’Hôtel de Sully, oggi è il Centro dei monumenti nazionali dotato di una bellissima libreria in cui non manco mai di rovinarmi. La facciata di fronte è quella degli appartamenti privati del duca e della duchessa di Sully. In questo caso l’accesso è di fronte a portone di ingresso.

Oltre l’ala degli appartamenti solitamente si poteva godere della vista di un giardino più o meno lussureggiante a seconda delle possibilità economiche del proprietario.

Giardino Hôtel de Sully
La facciata degli appartamenti dell’Hôtel de Sully vista dal giardino.

Giardino Hôtel de Sully

In fondo al giardino dell’Hôtel de Sully è conservata ancora la splendida limonaia, in francese “orangerie”, in cui si riparavano gli agrumi dal rigore dell’inverno. L’aspetto del giardino doveva essere chiaramente molto più ricco ma anche così non è male!

Rosone Hôtel de Sully
Nel giardino si possono trovare sorprese inattese come un rosone in stile gotico, perché no?
Schema hôtel particulier
Schema della classica disposizione di un hôtel particulier. Da non prendersi come un modello rigido: poteva variare a seconda delle costruzioni vicine.

Fanno eccezione, per ovvi motivi di spazio, i moltissimi hôtels particulières che sorsero proprio nel XVII secolo sull’Île Saint-Louis, l’isolotto accanto all’isola di Nôtre-Dame (Île de la Cité): in questo caso si dovette rinunciare al cortile d’onore, ma il sacrificio era considerato sostenibile dato che la palazzina “vista-Senna”, che generalmente raggiungeva i tre piani di altezza, era la casa del vero nobile alla moda del  XVII secolo.

Ile Saint-Louis
Hotels particuliers risalenti al 1600 sull’Île Saint-Louis. Una passeggiata lungo le rive di questo isolotto fa dimenticare la confusione della sua vicina più famosa, l’Île de la Cité, l’isola su cui è costruita Nôtre-Dame.

Ile Saint-Louis

Segno inconfondibili del Grand Siècle è il nuovo motivo decorativo della “chaine de refend”, una fila di pietre sovrapposte lasciate in leggero rilievo lungo i bordi delle facciate.

"chaine de refend"
Esempio di “chaine de refend” su una palazzina del XVII secolo.

Lo stesso dicasi per i tetti detti alla Mansart (dal nome dell’architetto che li ideò tra il 1630-1640) che spopolarono sotto il Re Sole e che non vennero mai abbandonati nemmeno successivamente, dato che permettevano di creare spazi per lo stoccaggio o alloggi per la servitù (ma è meglio sorvolare sul confort che potevano offrire).

Tetto alla Mansart
Esempio di tetto alla Mansart nel Marais.

Le case popolari, nel frattempo, avevano abbandonato il “graticcio” di legno sulle facciate (troppi incendi!) e il pignon, una sorta di timpano triangolare di legno, non occupò più il prospetto principale, bensì il lato dell’edificio. La facciata risultava così più larga. Case di questo tipo sono proprio quelle del tempo dei moschettieri!

(Per sapere dove trovare, e come erano fatte, le case “a graticcio” medievali di Parigi leggi “Come sono cambiate le case di Parigi: il passato nascosto nella Parigi dei boulevards.“).

Casa popolare epoca Louis XIII
La facciata principale (senza pignon) di una rara casa dell’epoca di Louis XIII (prima metà del 1600) in rue du Rois de Sicile.
Casa epoca Louis XIII
Il pignon della stessa casa è sulla facciata secondaria.

Le finestre di queste palazzine erano disposte senza logica apparente se non quella di rispondere alle esigenze interne. Al piano terra vi era il solito esercizio commerciale dotato, sul retro, di un locale di servizio con un grande camino e un lavello collegato al pozzo. Al primo piano stavano i proprietari che, se potevano permettersene un secondo, affittavano a terzi le stanze soprastanti. Non si trattava di sistemazioni comodissime… D’Artagnan, l’eroe protagonista del famoso romanzo di Alexandre Dumas, al suo arrivo a Parigi venne sistemato proprio in una stanza di questo tipo.

Sotto Louis XIV (seconda metà del 1600) anche le case popolari si adattarono al nuovo stile tanto amato dal Re Sole, ossia il Classicismo, e divennero più slanciate, alte (raggiungevano i 3 o i 4 piani), eleganti, simmetriche e con finestre finalmente regolari.

In generale la decorazione divenne più sobria; la simmetria e l’armonia dettavano i canoni della bellezza.

Facciate di case epoca Louis XIV
Facciate di case dell’epoca di Louis XIV, alte, slanciate e dalle finestre simili e disposte in modo regolare

Come essere certi che una costruzione non può risalire che a prima della fine del Grand Siècle? Basta osservare il profilo delle palazzine. Se le facciate risultano “bombate” verso la strada, come rigonfiate dopo una bella mangiata, sono precedenti al 1700 e questo perchè fino ad allora non era stato inventato il sistema di tiranti metallici in grado di mantenere le facciate dritte, e quindi evitare che crollassero.

Case Louis XIV bombate
Le stesse case dell’epoca del Re Sole viste più di profilo: si nota la forma “bombata”.
Case con la pancia
Altre case “con la pancia” (sulla destra dell’immagine) precedenti il XVIII secolo.

Gli hôtels particuliers, sotto il Re Sole, si aggiornarono al nuovo stile con una decorazione meno fantasiosa e più semplice rispetto al precedente stile Renaissance. Gli interni si dotarono di parquet di legno (il cotto che andava tanto di moda prima era troppo freddo) e le stanze si riempirono di piccoli caminetti (prima erano meno numerosi ed enormi).

Interno parigino risalente al 1670-1720.
Un interno parigino risalente al 1670-1720 conservato al Getty Museum di Los Angeles. La “boiserie” (rivestimento in pannelli in legno alle pareti) è riccamente decorata come era di moda alla fine del regno del Re Sole (Louis XIV).
Rispetto alla moda dei secoli precedenti, la sala presenta dimensioni contenute per facilitare il riscaldamento ed ottenere un maggiore confort. Lo stesso dicasi per la scelta del legno che, oltre a rivestire le preti, sostituì anche le fredde piastrelle di cotto e marmo dei pavimenti.

La corte interna dell’Hôtel d’Almeras al 30, rue des Francs-Bourgeois, sempre nel Marais, offre un buon esempio di hôtel particulier di epoca classica, oltre a un piacevolissimo giardino nascosto.

Hôtel particulier in stile classico
Facciate della corte interna dell’Hôtel d’Almeras in stile classico, decisamente più sobria di quella dell’Hôtel de Sully in stile Renaissance (vedi più in alto).
Giardino Hôtel d'Almeras
Giardino interno Hôtel d’Almeras, da cercarsi con cura perché sfugge!

Le trasformazioni delle palazzine storiche parigine sono osservabili praticamente tutte con una bella passeggiata nel Marais. Ogni cambiamento racconta un’epoca, un’esigenza, un gusto diverso e dunque buona passeggiata e occhi aperti, soprattutto perchè a volte capita che qualcuno dimentichi di chiudere certi bei portoni…

Hotel classico
Un altro hôtel particulier in stile classico del Marais (questa foto è letteralmente rubata; solitamente non si ha accesso alla corte).