Uomo in città impero

Il periodo di Napoleone: Madame La Mode torna a corte

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Quindi dopo aver ghigliottinato un re in nome della libertà, la Francia si ritrovò governata da un imperatore…

Ah, le rivoluzioni! Quante di loro sono finite nello stesso modo? E la morale è: mai lasciare la Libertà appena conquistata in un angolo per decidere il da farsi, perché a quella civetta basta un attimo per vendersi al primo prepotente e trasformarsi in dittatura. Ciò significa che col nuovo governo di Napoleone mi dovetti riadattare all’etichetta e all’abito di corte.

Per gli uomini si trattava di abbandonare le stravaganze precedenti. Il pantalone era aderente o largo ma sempre dentro gli stivali, la lunga redingote era sempre di moda ma in occasioni eleganti si sfoggiava l’habit dégagé, una giacca con le code che si chiudeva alta in vita, e allora il gilet si fermava appena all’altezza dello stomaco. In generale il riferimento per tutti era la tenuta militare, del resto  non si facevano che guerre!

Ingres moda uomo
Un ritratto di Ingres del 1804-1805 (Louvre) mostra una tenuta maschile ‘epoca imperiale, con il taglio “alla Tito” ancora in voga.

La redingote era ancora attualissima dicevo, ma in quel tempo comparve anche il famoso carrick, una variazione molto lunga caratterizzata da una pioggia di mantelline e colletti di ispirazione inglese mentre la tuba cominciava a diventare un imprescindibile accessorio da esterno in alternativa al tricorno, di stampo più militare.

Uomo in città impero
Carrick, cappello a cilindro e bastone, tenuta maschile da esterno in città.

Per la moda femminile sotto Napoleone, la guida fu la terza delle Grazie, ossia Joséphine de Beauharnais (poi Bonaparte), imperatrice di Francia, talmente influente da dettare non solo il gusto per l’abbigliamento, ma anche quello dell’arredamento.

Josephine de Beauharnais, poi Bonaparte
Josephine de Beauharnais, poi Bonaparte, con il taglio corto all’antica.

La “bella creola” (era nata nelle colonie) aveva sposato il giovane Bonaparte solo per avere una protezione sociale, mentre lui era sinceramente pazzo di lei. Ah, ma il successo ha il suo fascino e quando venne incoronata imperatrice, Josephine lasciò perdere ogni relazione clandestina e si dedicò tutta a Napoleone!

David, incoronazione di Joséphine
Dettaglio dell’incoronazione di Joséphine (David).
Sorelle di Napoleone (David)
Pettegolezzo: nello stesso quadro, a qualche passo da Joséphine, sono riconoscibili quelle che io chiamo le tre arpie, ossia le sorelle di Napoleone (Elisa, Paolina, Carolina) che non avevano mai accettato il matrimonio del fratello con “la vecchia” (la chiamavano così perché Joséphine aveva 6 anni in più di lui). Le deliziose si erano fermamente rifiutate di reggere lo strascico dell’Imperatrice fino all’altare, al punto che Napoleone stesso dovette intervenire con le minacce. Le squisite si piegarono allora al volere del fratello, senza tuttavia rinunciare a tirare lo strascico in modo da far vacillare Joséphine lungo il percorso. Adorables!

Non tutti l’amavano, certo, ma tutti seguivano i suoi gusti in materia di abiti e mobilio, e questo tra un pettegolezzo e l’altro, si intende…