Parce Domine Willette

Storie del Cabaret du Chat Noir: lo spirito di Montmartre

Nell’articolo precedente, ho raccontato della fondazione del primo cabaret du Chat Noir.

Atto secondo

Nel 1884, forte del proprio successo, Rodolphe Salis espanse il suo angusto cabaret in boulevard de Rochechouart occupando un secondo locale adiacente.

Una grande tela occupava una parete intera della nuova sala.
Adolphe Willette, autore dell’insegna del cabaret, venne incaricato da Salis di dipingervi un soggetto che ben rappresentasse lo spirito bohémien di Montmartre.

Marcellin Desboutin, Adolphe Willette travestito da Pierrot Noir, 1896.
Marcellin Desboutin, Adolphe Willette travestito da Pierrot Noir, 1896. Willette venne soprannominato Pierrot dai suoi compagni dello Chat Noir: la maschera originaria della Commedia dell’Arte compare in gran parte delle sue opere.

Willette rappresentò una processione di giovani originariamente innocenti che vengono travolti e corrotti dai vizi parigini, restituendo una visione della generazione di artisti fin de siècle ironica e disperata allo stesso tempo.

Parce Domine Willette
«Parce Domine, Parce Populo Tuo» di Adolphe Willette (1884, musée de Montmartre, photo from Wikipedia).

Delle fanciulle in abito da prima Comunione (in basso a destra) abbandonano i candidi veli per tramutarsi in grisettes, ossia giovani donne di bassa estrazione sociale, tipicamente civette e lascive. Il nome deriva dalla stoffa grigia a buon mercato che spesso indossavano.

I giovani simbolizzati da Pierrot seducono le nuove femmes fatales con dell’oro se ricchi, oppure dei versi se poveri, rimanendo a loro volta invischiati nella trappola del vizio che li porterà all’autodistruzione (in basso a sinistra, Pierrot si toglie la vita).

Tutto avviene sullo sfondo della collina Montmartre, evocata dall’omnibus di place Pigalle e soprattutto dalla musica, una costante della vita della butte, al punto che Willette decise di trasformare le pale dei mulini che dominavano il paesaggio in spartiti musicali.

Il titolo dell’opera proviene da un passo del Libro di Gioele (Antico Testamento):

Parce Domine, parce popolo tuo.
Ne in aeternum irascaris nobis.

‘Perdona Signore, perdona il tuo popolo.
Non essere in eterno adirato con noi’.

L’opera è oggi conservata al musée de Montmartre, ed è considerata una delle più rappresentative dello spirito della bohème che animava la collina durante la Belle Époque.

Il settimanale de Le Chat Noir

La fama raggiunta dal cabaret du Chat Noir si era diffusa a tal punto a Parigi che Salis decise di fondare un settimanale omonimo, le cui copie sono talvolta rintracciabili presso i famosi bouquinistes, i rivenditori di libri, giornali e stampe fuori catalogo che si trovano lungo le rive della Senna.

Bouquinistes
I Bouquinistes: luoghi della mia personale rovina economica. Libri fuori catalogo, stampe e giornali che talvolta risalgono a più di 100 anni fa…

[ Da leggere anche _ I bouquinistes: un sentiero di tesori di carta lungo la Senna ]

Giornale Chat Noir
Dettaglio della testata della rivista “Le Chat Noir ” datata 12 dicembre 1885, con tanto di gatto e mulini di Montmartre.

Il primo numero della rivista ufficiale del Cabaret du Chat Noir uscì il 14 gennaio 1882 – solo pochi mesi dopo l’inaugurazione del locale – ed era il risultato del contributo intellettuale e volontario degli avventori del cabaret omonimo. Scrittori, canzonieri, giornalisti e poeti composero i testi, mentre le illustrazioni portavano le forme di celebri artisti quali Willette, Steinlen, Caran d’Ache… tutti clienti dello Chat Noir!

Io e chat noir gionale
Io e il mio trofeo: una copia datata 12 dicembre 1885 con un divertente racconto di Alphonse Allais, celebre scrittore e umorista spesso seduto ai tavolini del cabaret, intitolato “Lo gnu”.

Montmartre ospitava la vita intellettuale, artistica e rivoluzionaria della città e sfidava apertamente il rigido modello sociale della borghesia.
Per ironia della sorte, la frequentatrice più assidua dei cabarets della Butte era proprio quest’ultima, che abbandonava volentieri l’legante centro cittadino in cerca di nuove forme d’intrattenimento, non importa se a farne le spese era il proprio sistema di valori.

Tra i contributori della rivista de Le Chat Noir, vi era Alphonse Allais (1854-1905), uno dei nomi più illustri della satira giornalistica.

Allais e citazione
Alphonse Allais e una sua considerazione sulle relazioni amorose.

Lo scrittore era uno dei personaggi di spicco del tanto irriverente, quanto brillante, Club des Incohérents (‘Club degli Incoerenti’). Questo circolo esclusivo, composto da scrittori e artisti selezionati, si dedicava attivamente a dissacrare, deridere e provocare tutto ciò che catturava il loro interesse. Per farsi un’idea del tenore delle manifestazioni pubbliche organizzate dal club, basti riferirsi ai titoli, ad esempio:

“Esposizione di disegni eseguiti da geni che non sanno disegnare”,

oppure

“Versi redatti dai pittori e pitture realizzate dagli scrittori”.

Insomma, Alphonse Allais era il capo redattore perfetto per una rivista irriverente come quella del Cabaret du Chat Noir e lo divenne a partire dal 1886.

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Alphonse Allais creò alcune simpatiche “monocromie”. Eccone una intitolata “Raccolta di pomodori da parte di cardinali apoplettici sulle rive del Mar Rosso”.

Il cantante

Rodolphe Salis, proprietario e fondatore del locale, era notoriamente tirchio e aveva l’abitudine di pagare gli artisti che si esibivano allo Chat Noir al massimo con delle consumazioni offerte. In effetti, Salis riteneva che, a fronte del grande successo del suo cabaret, dovessero essere gli artisti a pagare lui!

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Una fotografia dello sfrontato Rodolphe Salis (1851-1897, photo from Wikipedia).

Il gioco non gli riuscì con Aristide Bruant, il cantante più popolare dell’epoca che, quando Salis trasferì il cabaret in locali più ampi, decise di approfittarne per mettersi in proprio acquistando la sala di boulevard de Rochechouart. Il suo cabaret, il Mirliton aprì così le porte, segnando una tappa decisiva nella storia della canzone realista francese.

Aristide Bruant e locandina
Aristide Bruant e una delle sue locandine, direttamente dalla mano di Henri de Toulouse-Lautrec.

Aristide Bruant cantava dei poveri e degli emarginati, scagliandosi contro l’ipocrisia della società borghese “per bene” con delle rime composte dall’Argot, il gergo misto a dialetti diversi formatosi per strada e nei bassi fondi parigini.
Ancora una volta, i clienti più fedeli a fare il tutto-esaurito erano i borghesi.

«Per otto anni, ho trascorso le mie notti tra fumo e bicchieri! Ho urlato le mie canzoni davanti a un mucchio di idioti che non ci capivano niente e che venivano, per noia o per snobismo, a farsi insultare al Mirliton… Li ho trattati come non si trattano nemmeno i delinquenti… Loro mi hanno arricchito, io li disprezzo: siamo pari.»
Aristide Bruant
Mirliton
Una vecchia foto del ex-cabaret du Chat Noir all’84, boulevard de Rochechouart, trasformato nel cabaret di Aristide Bruant (Musée de Montmartre).

Le locandine degli spettacoli di Bruant erano opera del suo artista prediletto, Henri de Toulouse Lautrec (1864-1901), e lo ritraevano con la famosa tenuta di scena composta da abito in velluto a coste, stivaloni neri, sciarpa rossa, mantello nero, cappello di feltro a falde larghe.

Aristide Bruant

Il secondo Cabaret du Chat Noir

Nel 1885, per il cabaret du Chat Noir era iniziata una nuova vita ad un nuovo indirizzo: il 12 di rue de Laval (oggi rue Victor-Massé).

Secondo Chat Noir
M. Balda, Le Cabaret du Chat Noir, interno ed esterno del secondo Chat Noir (1890, Musée de Montmartre, colletion Le Vieux Montmartre)

Il glorioso passato di questa palazzina è oggi ridotto a una timida targa che recita:

“Passante, fermati. Questo edificio venne consacrato ai divertimenti e alla gioia da Rodolphe Salis.
Qui alloggiò il famoso Cabaret du Chat Noir. 1885-1896”

Palazzina Chat Noir
La palazzina del secondo Cabaret du Chat Noir oggi.
Chat Noir immaginato
La stessa palazzina con un po’ di immaginazione…

La cerimonia d’inaugurazione consistette in una processione solenne con cui la grande tela del Parce Domine di Wilette, che già conosciamo, venne trasportata dal primo indirizzo al nuovo.

Parce Domine Willette
«Parce Domine, Parce Populo Tuo» (‘Perdona, Signore, perdona il popolo tuo’) di Adolphe Willette (1884). L’immensa tela che decorava l’interno del cabaret du Chat Noir rappresenta la gioventù innocente (incarnata dal personaggio di Pierrot in basso a sinistra) spinta all’autodistruzione dai vizi di Parigi (photo from Wikipedia).

Il nuovo cabaret, che si sviluppava su tre piani e godeva di spazi decisamente più ampi, prometteva grandi novità poiché, come abbiamo visto, la sua eccezionale clientela non sapeva limitarsi a bere e ad ingannare il tempo.
Al 12, rue de Laval, stava per aprire le porte una nuova meraviglia, il celebre teatro delle ombre de Le Chat Noir

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