Affair du Collier

L’affare della collana: come Marie-Antoinette rifiutò la collana che l’avrebbe rovinata

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Anno 1783: la popolarità della regina di Francia Marie-Antoinette era ai minimi storici. 
Già da tempo, la stampa e l’opinione pubblica aveva affibbiato allasovrana diversi nomignoli poco lusinghieri, quali “l’Austriaca” o “madame Deficit“. Per quanto avesse le sue responsabilità, o meglio per quanto credesse di non averne, è vero altresì che Marie-Antoinette venne accusata di ogni male possibile. Si voleva ostinatamente rappresentare la sovrana straniera come la fonte di tutti i problemi della Francia, problemi iniziati ben prima della sua nascita e legati più alle spese militari che a quelle del suo guardaroba. Tuttavia, la storia e l’attualità insegnano che trovare un capro espiatorio è sempre stato il mezzo più efficace per distogliere l’attenzione dalle reali possibili soluzioni ai problemi.

Il re Louis XVI, marito devoto e fedele, condannava involontariamente la propria moglie ad essere il bersaglio preferito della rabbia popolare, ruolo solitamente riservato alle favorite reali. Circa un anno e mezzo prima, un ritratto osé in cui Sua Maestà compariva in semplice chemise invece che in abito di corte come era d’uso, aveva dissolto l’ultimo barlume di sacralità che ancora la rendeva intoccabile in quanto Regina di Francia, una grave leggerezza compiuta nel tentativo di apparire più “moderna”.

Marie-Antoinette chemise
Lo scandaloso ritratto di Marie-Antoinette in chemise (abito da interno informale) eseguito dalla ritrattista preferita della Regina, madame Vigée Le Brun. Lo scandalo fu tale che la pittrice dovette sostituire il quadro in fretta e furia con un altro in tenuta di corte, ma ormai il danno era stato fatto.

Insomma, la situazione era pessima e la cosa peggiore era che Marie-Antoinette non se ne rendeva minimamente conto. Il colpo fatale alla sua reputazione, nonché il brusco risveglio di cui la regina aveva bisogno, giunsero da un intrigo degno di un romanzo che con lei, tuttavia, non aveva nulla a che vedere. O meglio, se la Regina avesse scelto di essere avida nell’unica occasione in cui sarebbe stato utile esserlo, si sarebbe forse risparmiata alcuni dispiaceri.

La fatale questione ruotava attorno alla collana più folle mai concepita, la “Gran Collana della Schiava”, un monile che più di una volta era stato offerto alla regina dal re medesimo e che Marie-Antoinette aveva sempre rifiutato. Trovando la collana ridicolmente costosa, la sovrana aveva osservato che la Francia, in quel momento, aveva più bisogno di navi da guerra che di collane. Marie-Antoinette si era dimostrata saggia, ma aveva tragicamente sbagliato i tempi. Del resto si sa, nessuna buona azione resta impunita.

Gran Collana della Schiava
Una ricostruzione della Gran Collana della Schiava, originariamente pensata per essere offerta alla favorita del precedente Re di Francia Louis XV, Madame du Barry, che andava pazza per i gioielli. Era composta da 575, 593 o 647 diamanti, secondo le varie versioni. (Leggi “La crudele morte di Madame du Barry” e di come venne ingannata proprio a causa dei suoi gioielli)

La cascata di diamanti era stata ideata da un’audace – o incosciente, o anche avida, a seconda dei punti di vista – coppia di gioiellieri, i quali si erano rovinati raccogliendo per anni le pietre più belle del mondo col fine di assemblare il folle gioiello. Si trattava di Monsieur Bohemer, gioielliere della Corona, e Monsieur Bassanges.

I gioiellieri Bohemer e Bessanges
I gioiellieri Bohemer e Bessanges che si rovinarono per assemblare la collana dello scandalo.

Il prezzo aveva raggiunto i 25 milioni di euro attuali, una somma che rendeva a dir poco difficile trovare un acquirente. Il rifiuto di Marie-Antoinette aveva pertanto gettato i gioiellieri nella disperazione. Bohemer si gettò ai piedi della sovrana la quale, infastidita dalla scenata, lo esortò a darsi un contegno, a smontare il monile e a vendere le pietre per evitare la bancarotta. Dopotutto nessuno lo aveva costretto a lanciarsi una simile impresa. Con queste sacrosante parole Sua Maestà credette d’aver archiviato l’argomento una volta per tutte. Non poteva certo immaginare che un ragno dal sorriso ammaliante avesse appena iniziato a tessere la più intricata delle tele ai suoi danni, una tela i cui fili erano tanto brillanti quanto taglienti.

(Leggi del “ragno” in questione, ossia una donna follemente ambiziosa che avrebbe rovinato la regina di Francia e uno dei più potenti dignitari del regno nell’articolo Come una ladra dal sangue blu può spennare un cardinale )