Affair du Collier

L’affare della collana (I parte): come Marie-Antoinette rifiutò la collana che l’avrebbe rovinata

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Nell’anno 1783, la popolarità della regina di Francia Marie-Antoinette era ai minimi storici. 

Già da tempo, la stampa aveva affibbiato alla sovrana nomignoli poco lusinghieri, quali “l’Austriaca”, per sottolineare la sua origine straniera, o “madame Deficit”, per via delle spese ingenti che la sovrana dedicava ai divertimenti.

Marie-Antoinette in abito all'inglese
Élisabeth Vigée Lebrun, Marie-Antoinette […] e i suoi Bambini (© Château de Versailles, dist. RMN – Grand Palais / Christophe Fouin).
In generale, Marie-Antoinette veniva ritenuta la fonte dei problemi finanziari e della decadenza morale della corte di Francia.

La sua condizione era per certi versi inedita: il re Louis XVI, marito devoto e fedele, condannava involontariamente la propria moglie ad essere il bersaglio della rabbia popolare, ruolo solitamente riservato alle favorite reali.
La regina era stata fino a quel momento una figura di secondo piano, distante, discreta, remissiva e di conseguenza sacra e inviolabile.
Marie-Antoinette non incarnava nessuna di queste caratteristiche.

Circa un anno e mezzo prima, un ritratto osé in cui Sua Maestà compariva in semplice chemise invece che in abito di corte come era d’uso, aveva dissolto l’ultimo barlume di sacralità, una grave leggerezza compiuta nel tentativo di apparire più “moderna”.

Marie-Antoinette chemise
Lo scandaloso ritratto di Marie-Antoinette in chemise (abito da interno, informale) eseguito dalla ritrattista preferita della Regina, Élisabeth Vigée Le Brun. Lo scandalo fu tale che la pittrice dovette sostituire il quadro in fretta e furia con un altro in tenuta di corte.

Il colpo fatale alla sua reputazione giunse a seguito di un intrigo degno di un romanzo che con lei, tuttavia, non aveva nulla a che vedere anzi – paradosso dei paradossi! – se la Regina fosse stata più avida, si sarebbe forse risparmiata parte dei dispiaceri che ne seguirono.

La fatale questione ruotava attorno alla collana più folle mai concepita, la “Gran Collana della Schiava”, un monile che più di una volta era stato offerto alla regina dal re medesimo e che Marie-Antoinette aveva sempre rifiutato.

Gran Collana della Schiava
Una ricostruzione della Gran Collana della Schiava, originariamente pensata per essere offerta alla favorita del precedente re di Francia Louis XV, Madame du Barry, che andava pazza per i diamanti. Era composta da 575, 593 o 647 diamanti, secondo le varie versioni.

Al tempo in cui le venne offerta, trovando il gioiello ridicolmente costoso, la sovrana aveva osservato che la Francia aveva più bisogno di navi da guerra che di collane. Marie-Antoinette si era dimostrata saggia, ma aveva tragicamente sbagliato i tempi.

La cascata di diamanti era stata ideata da un’audace – o incosciente, oppure anche avida, a seconda dei punti di vista – coppia di gioiellieri, i quali si erano rovinati raccogliendo per anni le pietre più belle del mondo col fine di assemblare il folle gioiello.

Si trattava di Monsieur Bohemer, gioielliere della Corona, e Monsieur Bassanges.

I gioiellieri Bohemer e Bessanges
I gioiellieri Bohemer e Bessanges che si rovinarono per assemblare la collana dello scandalo.

Il prezzo aveva raggiunto i 25 milioni di euro attuali, una somma che rendeva a dir poco difficile trovare un acquirente e il rifiuto di Marie-Antoinette aveva gettato i gioiellieri nella disperazione.

Bohemer giunse addirittura a gettarsi ai piedi della sovrana la quale, infastidita dalla scenata, lo esortò a darsi un contegno e a smontare il monile per vendere le pietre, così da evitare la bancarotta.

Dopotutto, nessuno lo aveva costretto a lanciarsi una simile impresa.

Gran Collana della Schiava
Ricostruzione della Gran Collana della schiava dall’esposizione temporanea “MARIE-ANTOINETTE, MÉTAMORPHOSES D’UNE IMAGE” presso la Conciergerie.

Con queste sacrosante parole Sua Maestà credette d’aver archiviato l’argomento una volta per tutte. Non poteva certo immaginare che un ragno dal sorriso ammaliante avesse appena iniziato a tessere la più intricata delle tele ai suoi danni, una tela i cui fili erano tanto brillanti quanto taglienti.

(Continua…)